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Umbria Jazz 2010: Tony Bennett in concerto

Scritto da nando il 7 agosto 2010

Tony Bennet

Tony Bennet

Il 2 settembre andrà in onda su Raitre uno speciale dedicato alla manifestazione “Umbria Jazz 2010”, mentre la settimana scorsa sempre su Raitre in tarda serata – Venerdì 30 luglio, ore 00.55 – è andato in onda il concerto del crooner Tony Bennett, uno degli appuntamenti clou della kermesse.

 

Se il jazz nasce fondamentalmente come musica strumentale e, dunque, la voce sembra per certi versi qualcosa in più, è anche vero che molti cantanti jazz oltre ad essere stati straordinari artisti  hanno contribuito in modo importante alla crescita di questo genere musicale.

 

E quando il Jazz all’epoca delle prime orchestre swing è la musica popolare per eccellenza, le serate sono sostanzialmente canore – a parte qualche intervallo con brani strumentali eseguiti per far riposare i cantanti, che nelle pause siedono accanto all’orchestra essendo ancora considerati alla pari degli altri strumentisti; non hanno ancora quel ruolo da star che negli anni successivi, a partire forse da Elvis, acquisiscono nella musica popolare –.

 

La voce maschile nel jazz ha origine nel vaudeville: è un cantante bianco col la faccia dipinta di nero – come lo spot in voga negli anni ottanta di certe famose liquirizie –. Siamo alla fine dell’ottocento, e sarà così fino ad Al Johnson de “Il cantante di Jazz” (1927), primo film sonoro della storia del cinema.

 

Dopo Al Johnson si affermano i primi grandi cantanti jazz, come Bing Crosby che, naturalmente incline alla scansione jazzistica, trasforma qualunque canzonetta in musica jazz attraverso la sua calda voce baritonale: rallenta, accelera, rende tutto dinamico e ritmico.

 

Bing Crosby è stato uno dei più famosi crooner della storia del Jazz; il crooning è una forma di canto: la voce è modulata dolcemente, in modo quasi sussurrato (il più famoso crooner italiano contemporaneo è Mario Biondi). Non si tratta di un genere musicale a sé, ma di una tecnica, che ben si adatta al jazz, oltre che ad alcune musiche ballabili. Il Crooner nasce negli Stati Uniti e dalla descrizione della tecnica sussurrata si evince facilmente perché ciò avvenga dopo l’introduzione del microfono (prima era indispensabile che la voce fosse acuta, per farsi sentire da tutti gli spettatori presenti in sala).

 

L’ultimo grande crooner americano è Tony Bennett. Di origini calabresi (il suo nome completo è Anthony Dominick Benedetto), ha avuto molti ammiratori nell’arco della sua carriera e vanta numerose collaborazioni – ha cantato con le tre più importanti orchestre jazz di sempre (Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman) –. Tra i suoi estimatori, Frank Sinistra – senza dubbio il crooner più popolare del secolo scorso – che gli manifestò una profonda ammirazione, ricambiata con un disco omaggio: “Perfectly Frank”.

 

Francesco Aiello

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L’Umbria jazz omaggia Django

Scritto da nando il 21 luglio 2010

Django

Django

Si è chiuso ieri L’Umbria Jazz festival, che quest’anno ha celebrato il centenario della nascita di Jean Baptiste “Django” Reinhardt (Liberchies, 23 gennaio 1910 – Fontainebleau, 16 maggio 1953). Nelle registrazioni non si trova mai il nome completo “Jean Baptiste Reinhardt”, ma semplicemente “Django” (o tutt’al più “Jeangot” nelle più vecchie registrazioni in quanto nella lettura francese la pronuncia è grossomodo la stessa) poiché nella cultura gitana le persone sono chiamate esclusivamente col soprannome. Tra gli ospiti della edizione 2010: Tony Bennett, Randy Crawford, Manhattan Trasfer, Mario Biondi e il mitico sassofonista Sonny Rollins. In onore di “Django” hanno suonato il trio Reinhardt, Biréli Lagrène, il trio Niculesco ed Escoudé.

 

Guardando su YouTube qualche vecchio video del musicista gitano di origine belga, il suo talento impressiona ancora oggi: è stato il primo musicista che lontano dall’America abbia creato nel Jazz uno stile originale riconoscibile, diverso dai modelli dominanti d’oltreoceano. Proprio la sua riconoscibilità gli consentì una rapida ascesa; quando nel 1934 formò l’Hot Club de France ottenne subito un grande successo. Grazie anche a Stéphane Grappelli, che aveva maturato il suo stile dallo straordinario violinista italo-americano Joe Venuti. Minor Swing, Manoir des mes rêves, Tears, Nagasaki, Bellleville, Nuages, sono solo alcuni dei brani che l’hanno consacrato come star del Jazz.

 

Se qualcuno non sapesse che “Django” non usava che due dita, probabilmente trasalirebbe –  soprattutto per la velocità di esecuzione dei suoi pezzi –; a causa di un incendio alla roulotte con cui si muoveva insieme ai familiari, infatti, si ferì oltre alla gamba destra, la mano sinistra, danneggiando parte di alcune dita. All’epoca dell’incidente, non volle sentir parlare d’amputazione – rischiando la cancrena, fortunatamente scongiurata; ma l’insofferenza ai medici e la paura per le iniezioni purtroppo gli costò la vita molti anni dopo –. Nonostante la menomazione trascorse la convalescenza suonando la chitarra e cercando di inventare e sviluppare una propria tecnica che gli permettesse variazioni di suoni complessi col solo utilizzo delle due dita.

 

Di teoria, si dice, non ne sapesse troppo; prima dell’incidente aveva studiato solo un po’ di violino. Perfettamente in grado di comprendere e rimaneggiare ogni tipo di musica, non era capace di leggere e tanto più scrivere un semplice spartito – oltre ad essere completamente analfabeta – . Si racconta che fu Grappelli ad insegnargli a scrivere il suo nome, piuttosto vanesio Django desiderava da matti firmare autografi.

 

Pare che negli intervalli dei concerti amasse disegnare nuvole di fumo, chissà cosa ne pensava il suo amico Picasso.

 

Francesco Aiello

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Palazzi e luoghi d’interesse a Narni

Scritto da nando il 23 giugno 2010

Narni 3Uno dei palazzi più importanti della città di Narni dal punto di vista storico – politico, è il Palazzo dei Priori, sito nell’omonima piazza e realizzato intorno al 1275 ad opera del Gattapone sui resti dell’antico Foro di epoca romana. Ciò che attrae di più di questo maestoso palazzo è soprattutto il bellissimo ed elegante loggiato dei Priori, un porticato formato da un unico pilastro centrale che sorregge una serie di volte a crociera. Nella parte destra del loggiato dei Priori s’innalza la torre campanaria, affiancata dalla loggia del Banditore.
Frontalmente al palazzo dei Priori, poi, c’è il Palazzo Comunale di Narni, chiamato anche Palazzo del Podestà o Palazzo del Vicario. Realizzato intorno al XIII secolo unendo i resti di tre altri palazzi storici (Palazzo Oddone, Palazzo Simbaldi e Palazzo Omodei), nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi di restaurazione. Oggi, in particolare, è la sede del Municipio cittadino ma contiene anche, nel bellissimo atrio d’ingresso, alcuni reperti importanti come, ad esempio, un pozzo risalente al 1400, alcune misure antiche e un monumento funebre di epoca romana. Nell’atrio, inoltre, si possono ammirare anche una serie di altri interessanti reperti, riportati alla luce nei siti archeologici locali. Esternamente si vedono le finestre quadrate del piano nobile risalenti al XV secolo e alcune statue raffiguranti animali. Sulla facciata principale, in passato, erano visibili anche gli stemmi dei podestà, dei cardinali e dei governatori che vi abitarono: oggi, invece, restano visibili soltanto alcune epigrafi in marmo. Il portale d’ingresso, bugnato e di epoca rinascimentale, conduce alla parte interna del palazzo. Dall’atrio interno di accede al livello superiore attraverso una gradinata che conduce all’atrio della Sala consiliare, interamente decorata con affreschi e disegni che riproducono lo stemma cittadino e i castelli che facevano parte del territorio comunale prima dell’Unità d’Italia.
Altro interessante palazzo storico è Palazzo Eroli, sede oggi della Pinacoteca, dell’Archivio e della Biblioteca di Narni. Esso fu realizzato tra il Seicento e il Settecento e fino al 1984 fu proprietà dell’omonima famiglia nobile di Narni. Tra le opere più interessanti conservate all’interno della pinacoteca, in particolare, risaltano: la Pala d’altare realizzata dal Ghirlandaio nel 1486 e raffigurante l’incoronazione di Maria; il dipinto intitolato “Stimmate di San Francesco” e realizzato dallo Spagna; l’ “Annunciazione” di Benozzo Gozzoli; uno stendardo in legno, risalente agli inizi del 1400 circa e realizzato ad opera del Maestro di Narni, e contenente alcune raffigurazioni della Vergine.
Un altro interessante edificio storico cittadino è il Teatro comunale, realizzato nel corso del XIX secolo su progetto dell’architetto Santini,. La pianta del teatro è a forma di ferro di cavallo ed è composta ad una platea da 160 posti, un loggione e da tre ordini di palchi. Ai palchi, in particolare, si accede percorrendo due scalinate simmetriche che partono dai lati della platea. In origine, la capienza del teatro raggiungeva i 500 posti, ma oggi, in seguito a ristrutturazioni e per motivi di sicurezza essa è stata ridotta. Le decorazioni interne sono riconducibili ai pittori G. Altobelli e G. Traversari: il primo, in particolare, realizzò il sipario sul quale era raffigurato il Gattamelata, mentre il secondo si occupò dell’abbellimento della cupola che sovrasta la platea. Originariamente l’illuminazione era assicurata da un imponente lampadario che di volta in volta veniva abbassato e innalzato per accendere e per spegnere le candele, successivamente sostituite da lampadine elettriche. L’inaugurazione del teatro avvenne il 3 maggio del 1856 e per l’occasione fu messa in scena la “Traviata” di Giuseppe Verdi che ottenne molto successo. Nonostante un primo periodo di successi e fama, nel corso del tempo il teatro subì una progressiva decadenza tanto che negli anni ’70 fu dichiarato inagibile e chiuso. I lavori di restauro furono iniziati pochi anni dopo e furono affidati all’architetto Contavalli.

 

Ponte di Augusto

Ponte di Augusto

In città sono presenti anche alcuni interessanti resti di epoca romana costituiti principalmente da poni. Il Ponte di Augusto, fatto realizzare nel 27 a.C. circa dall’Imperatore Augusto, in particolare, fu utilizzato per attraversare le acque del fiume Nera. Ciò che resta oggi del ponte sono soltanto pochi elementi: intorno all’anno mille, infatti fu gravemente danneggiato da un terremoto e da un’alluvione. Sono ben visibili i blocchi in travertino che costituiscono la struttura dei pilastri e dell’arcata: essi sono posizionati a testa e a taglio secondo la tradizione edilizia tipica dell’antica Roma. Raffigurato in numerosi dipinti realizzati da viaggiatori e artisti, la sua struttura originaria doveva contenere circa tre o quattro arcate; oggi, invece, restano visibili solo la prima arcata, alta 30 m, e i resti di due pilastri. La sua lunghezza, invece, doveva essere di circa 160 m: la struttura, quindi, si sviluppava prevalentemente in altezza.
L’altro ponte di epoca romana è il ponte Cardona, realizzato anch’esso in epoca augustea come acquedotto. È formato da un arco a tutto sesto molto alto e da una struttura in opera quadrata.

 Valentina Coppola

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Hotels a Norcia

Scritto da nando il 21 giugno 2010

Norcia è una delle città più frequentate da chi si reca in Umbria per le vacanze. Immersa nel verde e caratterizzata da un’ottima tradizione culinaria e dall’attenzione alla valorizzazione dell’arte e della cultura, ogni anno molti turisti la scelgono come meta delle proprie vacanze, sia estive, sia invernali.
Le numerose strutture ricettive locali sono l’ideale per trascorrere qualche giorno in pieno relax anche perché la maggior parte di esse si trova a brevissima distanza dal centro cittadino e dai principali snodi stradali.
Tra gli hotel più frequentati della zona, ad esempio, c’è il Best Western Hotel Salicone, sito in viale Umbria. Nonostante la sua posizione leggermente poco fuori le mura del centro storico di Norcia, questo hotel dista dalla piazza principale cittadina soltanto trecento metri circa. Si tratta, in particolare, di un bellissimo hotel a tre stelle di recente costruzione, ben arredato e dotato di ogni tipo di comodità. Le stanze a disposizione dei clienti sono in tutto 71: tutte sono molto ampie e luminose e alcune di esse offrono un’affascinante vista panoramica sulla vallata sottostante. La maggior parte delle stanze, poi, sono dotate di letti “king size” e di vasca ad idromassaggio e, oltre a ciò, sono fornite anche di frigobar, tv satellitare, cassaforte, aria condizionata autonoma, radio e presa per collegamento ad internet. L’ampio parcheggio in garage, inoltre, consente di avere sempre a portata di mano la propria autovettura per potersi spostare liberamente e raggiungere, magari, le altre località turistiche dell’Umbria. Per gli amanti dello sport, invece, l’hotel dispone anche di un attrezzato centro sportivo dotato, in particolare, di piscina, campo da tennis, campo da calcio e calcetto e centro fitness. Sono a disposizione dei clienti, inoltre, anche il solarium e la sauna.
Se amate l’atmosfera dei palazzi antichi e il fascino dei mobili d’epoca, invece, l’hotel ideale per il vostro soggiorno a Norcia potrebbe essere Palazzo Seneca, un bellissimo tre stelle situato in via Cesare Battisti n. 12. Di recente ristrutturazione, questo hotel è situato all’interno di uno storico palazzo di Norcia risalente al 1500 circa. I lavori di restauro, in particolare, sono stati portati avanti da architetti locali in collaborazione con un architetto inglese ed hanno dato vita ad una ambiente in cui antico e moderno convivono armoniosamente. Le numerose camere a disposizione dei clienti sono spaziose, molto luminose e arredate con ricercatezza e buon gusto. Esse, in particolare, si dividono in cinque categorie: Suite, Junior Suite, Superior, Deluxe e Romantiche. Tutte sono dotate di ogni tipo di comfort come, ad esempio, il collegamento ad internet gratuito, servizio tè e caffè in camera e il minibar. Numerose le sale comuni come, ad esempio, il bar e la biblioteca; molti anche i servizi dedicati al benessere fisico, grazie all’attrezzato centro sportivo privato e al centro benessere.
Ottimo anche l’hotel Europa, sito sull’omonimo viale e dotato anch’esso di tre stelle. Gli ambienti interni sono confortevoli e tranquilli anche perché il pavimento delle stanze è completamente rivestito di moquette. Ogni camera, poi, è dotata di servizi privati con box doccia o vasca da bagno, tv, telefono ed aria condizionata. Gli ambienti sono spaziosi e luminosi e tra le sale comuni ci sono la sala conferenze, il ristorante e la sala giochi, destinata ad intrattenere ragazzi e adolescenti. Per tutti gli appassionati di sport, l’hotel Europa dispone anche di un centro sportivo ben attrezzato e composto da campi da calcio e calcetto, campi da basket e beach-volley, campi da tennis e da bocce e sala fitness.
In via Biancamano n.2, poi, c’è un’altra interessante struttura ricettiva: l’agri-hotel Hermitage. Dotato anch’esso di tre stelle, è situato a poca distanza dal centro storico di Norcia ed è caratterizzato dall’eleganza degli ambienti interni e dalla qualità dei servizi offerti. Le camere private, in particolare, sono sapientemente arredate in modo da garantire comfort e funzionalità al cliente. Ogni camera, poi, è dotata di servizi privati con vasca da bagno o doccia, frigobar, tv, cassaforte e telefono diretto. Tra gli altri interessanti servizi di cui dispone l’hotel c’è l’ampia sala ristorante, ideale per gustare le specialità tipiche regionali, il curato giardino esterno, la piscina climatizzata e dotata di idromassaggio, un maneggio per gli appassionati di equitazione e un campo da calcio.
Tra gli altri numerosi hotel di Norcia, poi, risalta l’hotel Garden, situato in via XX Settembre al civico 2B. Si tratta, in particolare, di un tre stelle aperto tutto l’anno, caratterizzato dalla sobrietà e dall’eleganza degli arredamenti e dalla cordialità e dalla professionalità del servizio offerto. Le camere a disposizione dei clienti sono in tutto 43, comprese due suite, divise in singole, doppie e triple. Esse, poi, sono ampie e luminose e dotate di ogni tipo di comodità. Questo hotel è rinomato anche per il suo ottimo ristorante interno specializzato nella preparazione di ricette locali a base di tartufo e di altri prodotti tipici.

 

Valentina Coppola

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Itinerario religioso a Narni

Scritto da nando il 20 giugno 2010

Meta principale del turismo religioso a Narni sono le sue antiche chiese e i suoi santuari, luoghi che esprimono fede e spiritualità anche attraverso la loro bellezza.

La chiesa più importante dal punto di vista religioso è la cattedrale di San Giovenale, un imponente edificio realizzato intorno al XII secolo. La sua costruzione, in realtà, iniziò nel 1047 circa e, principalmente a causa di un’alluvione, fu interrotta per diversi anni. I lavori terminarono nel 1145 e nel corso degli anni la struttura originaria fu più volte rivista e modificata. Un altro importante restauro lo subì nel XIV secolo: in questo periodo, in particolare, fu aggiunta una navata alle tre già presenti e l’abside fu totalmente modificata. Gli ultimi interventi risalgono al 1400 circa, periodo in cui fu realizzato il portico esterno, e al 1642 anno di realizzazione della cripta situata sotto il presbiterio. All’interno, le navate sono divise da una serie di colonne, abbellite con capitelli ornati da foglie. Dalle colonne partono archi ribassati che conducono al transetto, dotato di tre arcate in corrispondenza delle navate. Alla navata di destra è affiancata la quarta navata contenente per lo più cappelle. Tra le bellezze che si possono ammirare all’interno di questa chiesa ci sono le statue, il mosaico e gli affreschi situati nell’Oratorio di San Cassio, la tavola di San Giovenale e la statua di Sant’Antonio Abate realizzate da Lorendo Vecchietta e il monumento funebre di Pietro Cesi. All’esterno, invece, la parete principale della chiesa è anticipata dal portico, all’interno del quale sono visibili i tre portali d’accesso. Il maggiore dei tre, in particolare, risale al 1200 circa ed è abbellito da una serie di ornamenti vegetali. Nella parte destra del portico, inoltre, è situata una piccola cappella contenente una fonte battesimale realizzata agli inizi del 1500. Al lato, è visibile un altro ingresso, anticipato da una piccola scalinata e abbellito da due leoni in pietra.
Particolarmente bella è anche la chiesa di Santa Maria Impensole, situata in pieno centro storico e realizzata in stile romanico. La sua costruzione, in particolare, risale ai 1175 e il suo nome è in relazione al fatto che è stata innalzata su un pendio. Realizzata sui resti di un precedente edificio di epoca romana, nella parte sottostante della chiesa sono visibili ancora oggi due cisterne risalenti al VIII secolo. Si ritiene, in particolare, che l’edificio più antico fosse un tempio dedicato al dio Bacco. All’interno, la chiesa è organizzata in tre navate: quella centrale, più alta rispetto alle laterali, è delimitata da colonne con archi ribassati e dotate di capitelli abbelliti con immagini allegoriche. In fondo è situata la piccola abside e l’altare in pietra, sostenuto da una serie di pilastri che sorreggono, tra l’altro una raffigurazione in pietra di Maria Assunta riconducibile al XVII secolo. La porta d’ingresso è particolarmente bella perché ornata con una serie di fregi a tema vegetale e faunistico. Sono riconoscibili, ad esempio, un pavone, un’aquila, un leone e un agnello. All’esterno, invece, è visibile il campanile realizzato a vela.

 

Chiesa di San Domenico

Chiesa di San Domenico

Un altro edificio religioso, ormai sconsacrato ma di particolare bellezza, è la chiesa di San Domenico. Realizzata nel corso del XII secolo sui resti di un tempio dedicato alla dea Minerva, per molti anni questa chiesa fu la cattedrale di Narni. Realizzata a tre navate, la sua struttura fu più volte rimaneggiata modificandone l’aspetto originario: tutt’ora è oggetto di restauri approfonditi per cercare di riportare alla luce le bellezze che ancora nasconde. Da notare, al suo interno, l’antico tabernacolo e l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino.
A poca distanza da Narni, a 600 m circa s.l.m. è situato uno dei santuari francescani più importanti della zona: lo speco di San Francesco. Posto in prossimità delle grotte in cui san Francesco si recava a pregare, questo luogo è visitato annualmente da tantissimi turisti. È perfettamente visibile, in particolare, la spaccatura della roccia che il Santo aveva scelto come luogo di ritiro e anche la piccola nicchia in pietra con il letto in legno e il piccolo oratorio realizzato per lui dai monaci nel periodo in cui fu malato. All’interno dell’oratorio, in particolare, sono visibili alcuni affreschi che raffigurano il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino da parte del Santo. All’ingresso del santuario si trova anche una piccola chiesa, ad un’unica navata, realizzata tra le fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. All’interno della chiesa è visibile un crocifisso in legno risalente al Cinquecento e all’esterno si apre il chiostro che conduce alla cappella di San Silvestro, realizzata dai monaci benedettini intorno all’anno 1000 e caratterizzata da bellissimi affreschi che ornano le pareti. Nella parte posteriore dell’abside, in particolare, si trova il pozzo dal quale i monaci attinsero l’acqua che san Francesco tramutò in vino. Il chiostro conduce anche al refettorio di San Bernardino e, al livello superiore, al convento omonimo.

 

Valentina Coppola

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