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Terni, tra storia e bellezza

Sezione: Città e paesi, Itinerari turistici | 16 maggio 2009 scritto da nando

Capoluogo di provincia situato ai margini di un’ampia vallata alla confluenza del torrente Serra nel fiume Nera, Terni, con più di 113 mila abitanti, è circondata da verdi colline.

D’aspetto prevalentemente moderno perché in gran parte ricostruita dopo i danni subiti durante l’ultima guerra, la città deve la sua fortuna alla vicina cascata delle Marmore, e non solo sul piano attrattivo. Dagli inizi del secolo Terni ha potuto infatti sfruttare questa enorme fonte di energia che l’ha trasformata in uno dei più importanti centri industriali d’Italia (acciaierie, stabilimenti chimici, centrali elettriche, officine, ecc ecc.), e che ha favorito notevolmente l’espansione edilizia. Di rilievo, nell’economia della provincia, anche il settore agricolo. Purtuttavia Terni offre anche numerosi motivi d’interesse con il suo centro storico, le chiese antiche ed alcuni palazzi artistici.

La sua posizione offre la possibilità di effettuare numerose escursioni nei dintorni che sono particolarmente suggestivi: a 6 km la Cascata ponderata la più bella d’Italia; a 15 km il lago di Piediluco; verso nord-ovest, poco dopo Cesi, le rovine di Carsulae, città romana che sta tornando alla luce (foro, basilica, due tempietti gemini, anfiteatro, teatro).

Terni - Palazzo Spada

Terni - Palazzo Spada

TERNI: PROVINCIA E STORIA

La provincia di Terni territorialmente rappresenta meno di un quarto della regione Umbria, occupata per oltre tre quarti, da quella di Perugia il cui capoluogo, tuttavia, ha avuto, in tempi passati, un numero di abitanti inferiore alla città di Terni, quando questa diede vita ad uno dei primi centri industriali d’Italia (1884). Lo sviluppo industriale di Terni, l’antica “Interamna Nahars” cioè “città fra i due fiumi”, è derivato proprio dal fatto di trovarsi ubicata in una conca ricca delle acque del fiume Velino che, deviato artificialmente già in epoca Romana, prima di confluire come il torrente Serra nel fiume Nera, forma la cascata delle Marmore che genera l’energia elettrica necessaria all’alimentazione degli altiforni delle acciaierie.

Patria presunta di Cornelio Tacito e di Floro, Terni, di origini sicuramente antichissime, acquistò reale importanza solo sotto gli Umbri ai quali si fa risalire la sua fondazione (672 a.C.).

“Interamna” fu conquistata nel 299 a.C. dai Romani che, espugnata l’attuale Narni, si impadronirono di tutta la valle riuscendo, dopo aver domato varie ribellioni, a stabilire la “pax romana”. Questa assicurò un lungo periodo di benessere favorito anche dall’impulso che ebbero i traffici grazie alla via Flaminia costruita in quegli anni dal console C.Flaminio Nepote. Nel III secolo, Terni ormai municipio romano, ebbe templi, teatri, terme e un arco di trionfo dedicato a Domiziano. Sempre al III secolo risale la nascita di San Valentino, il cittadino di Terni più noto del mondo, quale “protettore degli innamorati”, i cui resti conservati dentro un’urna di piombo furono rinvenuti nel 1605 sotto il coro della omonima basilica.

Terni - Cascata delle Marmore

Terni - Cascata delle Marmore

Caduto l’impero romano, la favorevole ubicazione di Terni sulla Via Flaminia la rese particolarmente esposta alle invasioni barbariche. Fu più volte distrutta, ma puntualmente ricostruita dai suoi tenaci abitanti che hanno conservato questa caratteristica di impegno e di perseveranza anche durante tutto l’arco del Medioevo, del Rinascimento e, si può dire, fino all’epoca moderna. Nel Medioevo fu coinvolta nelle lotte fra Papato e Impero e in molte contese le città vicine, in particolare con Narni, per questioni di confine, e con Rieti per il possesso delle Marmore e il controllo delle acque provenienti dalla conca reatina.

Dopo il dominio di Ladislao di Napoli all’inizio del 1400, poi di Braccio di Montone, verso il 1420, il ternano, pur in presenza di continue lotte con Todi, Narni e Spoleto, tornò sotto il dominio della Chiesa. Particolarmente feroci furono in quegli anni anche le lotte intestine fra nobili borghesi culminate nella strage dei “Banderari” quando nella notte del 22 agosto 1564 la fazione appunto dei “Banderari” massacrò nel sonno i nobili la cui reazione fu altrettanto violenta.

Successivamente il dominio papale assicurò più quiete preparando il terreno allo sviluppo industriale che grazie allo sfruttamento dell’enorme patrimonio idrico ebbe inizio negli ultimi decenni del secolo scorso.

L’esistenza della fabbrica d’armi e delle grandi acciaierie ha provocato, nel corso dell’ultima guerra mondiale la distruzione di gran parte della città, colpita da ben 110 bombardamenti aerei. La maggior parte dei monumenti più significativi si è salvata, salvo le mura trecentesche e parte del quartiere medioevale. In seguito alla ricostruzione di Terni ha assunto una fisionomia completamente moderna.

La provincia di Terni si divide in tre grandi comprensori, il Ternano, l’Amerino e l’Orvietano, questi ultimi con a capo rispettivamente Amelia e Orvieto. La loro storia nella sostanza assai simile a quella del capoluogo della provincia, presenta tuttavia, sia come origini, sia come svolgimento degli avvenimenti nel corso dei secoli, in ispecie a partire dall’avvento dei liberi Comuni, delle Signorie, nel Medioevo e fino all’appartenenza allo Stato Pontificio, varie diversità.

Amelia, protetta da imponenti mura in pietra, di epoca umbra, è ritenuta la più antica fra le città umbre in quanto se ne fa risalire la fondazione a 3000 anni fa. Più verosimilmente i primi abitanti vi insediarono nel X-IX secolo a.C. Di certo è che, in base alla “Lex Julia”, essa divenne municipio romano nel 90 a.C. Nel periodo imperiale Amelia, ubicata in ottimale posizione difensiva, aveva costituito nei pressi di Orte un importante porto fluviale sul Tevere che la collegava a Roma. La città fu una delle prime a costituirsi in libero Comune e, alleata con Todi contro la vicina Narni, riuscì a conservare un certa autonomia durante le contese fra Impero e Papato.

Dell’Amerino fanno parte Comuni quali Alviano, Attigliano (ormai nodo ferroviario e stradale è divenuto un centro residenziale), Giove, Guardea, Lugnano e Penna in Teverina così denominata per la posizione dominante sul Tevere che ne fece un punto strategico.

La rupe di Orvieto, abitata fin dal Villanoviano, divenuta famosa per gli Etruschi presenti su di essa sin dall’VIII secolo a.C., distrutta dai Romani, valido presidio per le popolazioni che vi risalirono durante le invasioni barbariche, è nota soprattutto per i suoi palazzi, le sue torri e le sue chiese che dal periodo medioevale fino al sec. XV l’hanno arricchita di opere, una delle quali è sicuramente nota in tutto il mondo: il Duomo (1290-1590). Annessa dopo le secolari contese, ricordate anche nel Purgatorio da Dante fra le famiglie Monelleschi e Filippeschi, allo Stato dell Chiesa nel 1364, ospitò vari pontefici tra i quali, in particolare, Papa Clemente VII, che, durante il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi (1527), vi si trasferì con un’intera corte.

L’Orvietano si può dire non appartenga all’Umbria tradizionale in quanto fino al 1860 ebbe vita pressocché autonoma sotto la protezione della Chiesa e lo stesso corso del Tevere lo legò piuttosto al Viterbese e alla stessa Roma che all’Umbria. Esso venne unito alla regione Umbria solo con l’annessione all’Italia, e dopo aver fatto parte dell’unica provincia umbra, Perugia, fu assegnata all’appena costituita provincia di Terni (6 dicembre). Di questa i due centri più legati al capoluogo sono la più volte richiamata Narni e Sangemini.

Narni che fu un importante stazione romana, conobbe prima la totale distruzione, 15 luglio 1527 in seguito al Sacco di Roma, poi la peste e un lungo periodo di depressione durato fin quasi alla fine del XIX secolo, e, finalmente, la ripresa economica grazie alla concomitanza con l’industria ternana.

A 13 km a Nord-Ovest di Terni è Sangemini che fu nel Medioevo uno dei principali castelli della “Torre Amolfe”, notissima per la sorgente di acqua minerale.

A 4 km più a Nord vi è Carsulae, che riportata alla luce dagli scavi archeologici, prima di venir colpita dal terremoto, ebbe nell’antichità, una certa importanza.

L’economia della provincia di Terni se non può prescindere dal settore industriale, ha trovato, un grande alleato nel turismo con i suoi punti di forza oltre che nel capoluogo, nella cascata delle Marmore, nel lago di Piediluco, in Amelia, ma soprattutto, nel duomo di Orvieto.

MONUMENTI ED OPERE D’ARTE

Terni offre al turista un innumerevole reperto artistico-culturale: la città è infatti ricchissima di monumenti e opere d’arte invidiate in tutto il resto d’Italia.

La Chiesa di San Salvatore è una singolare costruzione composta di una chiesa paleocristiana (sec V) a pianta circolare posta su una dimora d’epoca romana, e da un avancorpo rettangolare d’epoca posteriore (sec XII). La facciata è semplice, in pietra; all’interno, ed in particolare nella Cappella Manassei, si possono ammirare notevoli affreschi del 1300.

Molti secoli dopo altra rilevante costruzione, siamo in epoca romantica nel sec XVII, e stiamo parlando del Duomo, composto di un portale principale, tre navate, una cripta e una sagrestia: il portale principale del sec XII, finemente decorato a rilievo, si apre sotto il portico del ‘600; nell’interno a tre navate una “Immacolata Concezione” di scuola fiamminga, un corpo ligneo di Domenico Corsi (sec XVI), un bel tabernacolo settecentesco, alcune tele cinquecentesche di Livio Agresti, un sontuoso organo barocco. Interessante la cripta. In sagrestia sono conservate una scultura in terracotta del sec XV ed una statua in legno del 1500.

Il duomo di Terni

Il duomo di Terni

Sempre a Terni è possibile visitare la Chiesa di Sant’Alò (sec XI), restaurata nelle originarie forme romantiche nel 1955; all’interno, affreschi dei secc. XIII-XIV e colonne con bei capitelli.

Continuando con le chiese e gli edifici sacri, da vedere è anche la Chiesa di San Pietro (sec XIV) la cui facciata ed il cui portale , con pregevole rilievo di Cristo benedicente, sono del secolo XV; all’interno affreschi di scuole regionali; il Chiostro è del ‘300.

Per importanza storica subito dopo il Duomo viene collocata la Chiesa di San Francesco (sec XIII), in stile gotico. Ripetutamente modificata, presenta un bel campanile del ‘400 ed una notevole facciata a tre portali; all’interno è la Cappella Paradisi con affreschi quattrocenteschi raffiguranti scene della Divina Commedia.

A chiudere il cerchio dei monumenti storici sono l’Anfiteatro romano che fu fatto costruire da Fausto Tizio Liberale nel 32 d.C. di cui oggi sono visibili i ruderi, e i Musei civici, comprendenti la Pinacoteca ed il Museo archeologico.

Appartenente al sec XVI infine è il Palazzo Spada che l’alto portale ed il ricco cornicione, fu l’ultima opera di Antonio da Sangallo il Giovane, morto a Terni nel 1546.

A cura di Michele Caputi

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