« Da Spoleto a Norcia | Home | Perugia, cuore dell’Umbria! »
Assisi: la città di San Francesco
Sezione: Città e paesi | 26 gennaio 2009 scritto da nando
Si trova all’incirca a 424 m sul livello del mare, si distende lungo le pendici del monte Subasio, collocandosi su una posizione magnifica che le permette di dominare tutta la pianura sottostante; per questo si distingue dalla maggior parte delle cittadine umbre che invece coprono la cima di un colle.
Quasi 27000 abitanti che si distribuiscono su un territorio di 144 chilometri quadri.
Il comune è costituito da ventitré frazioni: Armezzano, Capodacqua, Castelnuovo, Colle delle Forche, Costa di Trex, Mora, Palazzo, Paradiso, Passaggio d’Assisi, Petrignano, Pieve San Nicolò, Porziano, Rivotorto, Rocca San Angelo, San Gregorio, Santa Maria degli Angeli, Santa Maria Lignano, San Presto, Sterpeto, Torchiagina, Tordandrea, Tordibetto, Viole.

Veduta di Assisi
Senza forse, si tratta del comune della provincia di Perugia e dell’intera regione più conosciuto in Italia e nel mondo. E’ stato teatro di incontri e di scontri, ancora è un luogo di riferimento della religiosità, ovviamente in particolare per i cristiani. La storia di Assisi riesce ad affascinare anche persone che sono nate e cresciute molto lontano. E’ comunque un errore considerare Assisi solo ed esclusivamente come la città di San Francesco,anche se è colui che l’ha resa tanto celebre.
Alcuni cenni storici
Si deve parlare, infatti, oltre che dell’Assisi medievale, anche di una Assisi antica, e poi di una Assisi otto-novecentesca. Le fonti archeologiche indicano una presenza umana del territorio assisano fin dall’Eneolitico tardo o età del Rame (datato tra le fine del terzo e l’inizio del secondo millennio prima di Cristo). Tra il nono e l’ottavo secolo prima di Cristo gli Umbri abitarono queste terre, difendendole dagli Etruschi che occupavano i territori subito confinanti. Sono state inoltre ritrovate tracce da riferirsi alle età successive, fino ad arrivare all’età ellenistica (VI secolo a.C.), durante la quale si ritiene che Assisi sia diventata un insediamento stabile, anche e soprattutto sulla falsa riga delle più fiorenti città greche dell’Asia minore. La maggiore documentazione è sicuramente relativa al periodo romano: il tempio detto di Minerva divenne definitivamente il centro di Asisium (così chiamata dai Romani).
Assisi godeva di una posizione, diremmo oggi, geostrategica. Collocata tra importanti valli fluviali e indispensabili reti di collegamento, facilmente era messa in comunicazione con Roma attraverso la via Flaminia. Crollato l’impero romano, Assisi fu ricercata e conquistata da molti popoli che si susseguirono alla guida della città. Le invasioni barbariche non la risparmiarono, i Goti di Totila la conquistarono a metà del sesto secolo dopo Cristo. Ai successivi Bizantini si sostituirono i Longobardi.
Intorno al 1100, anche l’ormai libero Comune ghibellino (dal nono secolo), riprese la vecchia struttura romana, sistemandosi intorno alle principali piazze: piazza del mercato (l’attuale piazza del Comune), piazza della Rocca imperiale, piazza di S. Maria Maggiore, piazza di S.Rufino.
Il governo comunale riorganizza a più riprese l’impianto romano aumentandone le dimensioni per rispondere alle esigenze provocate dall’aumento della popolazione. Dopo un periodo di guerre, nel 1173 Assisi fu conquistata da Federico Barbarossa. Pochissimi anni dopo, fra il 1181 e il 1182, sarebbe nato il Santo che, avrebbe regalato alla sua città natale, come mai nessuno dei molti né prima né dopo di lui, nel corso di una breve ma straordinaria vita, la fama indiscussa di cui dispone.
Le truppe del Barbarossa saccheggiarono in varie occasioni la cittadina, ma la popolazione con l’aiuto fondamentale di Santa Chiara, riuscì a resistere. Tra il 1100 e il 1200 a governare la città furono sia guelfi che ghibellini, e, alla fine, prevalse il potere della Chiesa: non a caso durante il quattordicesimo secolo il più rilevante intervento urbanistico fu la costruzione delle due rocche, testimoni del potere pontificio.
Ma i grandi nomi, le alte personalità che fecero la storia che passarono e si fermarono ad Assisi non finiscono qui. Successivamente Assisi fu dominata dai Perugini, da Giangaleazzo Visconti, dai Montefeltro, da Braccio Fortebraccio da Montone, da Francesco Sforza. Nel 1442, quando la città era sotto il controllo di Alessandro Sforza, Assisi fu saccheggiata da Puccinino e fu notevolmente danneggiata. Ma lo stesso Puccinino si rifiutò di distruggere il centro umbro, nonostante l’ingente quantitativo di fiorini offerti dai Perugini in cambio della distruzione della storica città rivale.
In questo periodo la città ha vissuto una profonda divisione tra due fazioni che dividevano la popolazione. Si tratta di una divisione che ancora oggi ogni nel mese di maggio(di nuovo dal 1954), viene ricordata: tutto il paese partecipa alla famosa festa di primavera, che prende il nome di Calendimaggio. Raccoglie pagani risalenti agli antichi Umbri, che festeggiavano l’arrivo della primavera bevendo e mangiando a iosa. Ma la divisione in queste due fazioni, la Nobilissima Parte de’ Sopra (capeggiata dalla famiglia dei Nepis, schierati con i ghibellini) e la Magnifica Parte de’Sotto(guidata dalla famiglia dei Fiumi schierata con i guelfi) risale a questo momento storico, quando Assisi conobbe il suo massimo splendore, e conobbe l’influenza francese e provenzale nelle musiche. Come anche in altre città, era fervente lo scontro politico. Secondo Arnaldo Fortini, un primo forte scontro si ebbe nel 1376, quando la parte de sotto sorprese nel sonno gli avversari. Ma è solo uno di moltissimi episodi.
Nel 1500 Assisi fu definitivamente assegnata allo Stato pontificio, quando era papa Paolo III. Nel 1860 la popolazione tutta con un plebiscito unanime volle entrare a far parte del nascente Stato italiano.
Nel novecento la città, che diede i natali al patrono d’Italia, si ricorda soprattutto per come si distinse durante la seconda guerra mondiale. Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Assisi viene invasa dai profughi, tra cui almeno 300 ebrei. Il vescovo di allora e soprattutto Don Aldo Brunacci, fanno diventare Assisi uno dei maggiori centri di resistenza civile all’Olocausto. I rifugiati vengono travestiti da frati e suore, vengono nascosti nelle cantine, vengono muniti di documenti falsi. Nel 2004 la città riceve la Medaglia d’oro al Valor Civile per il coraggio e l’impegno dimostrato dalla popolazione durante il secondo conflitto mondiale.
Anche nella seconda metà del secolo scorso, la città è stato il luogo dove si sono svolti incontri e manifestazioni storiche e di portata internazionale. Basti ricordare il 26 ottobre 1986, giorno in cui ci fu proprio ad Assisi, luogo simbolo di pace riconosciuto in tutto il mondo, l’incontro interreligioso fortemente voluto da Giovanni Paolo II. Inoltre bisogna parlare di tutte le edizioni della marcia della pace Perugia-Assisi (l’ultima nel 2007 è stata la XVIII). Questa iniziativa fu ideata e organizzata per la prima volta il 24 settembre 1961, da Aldo Capitini.
Nel settembre e ottobre del 1997 la cittadina umbra è stata colpita da forti scosse di terremoto. Si ricordano i molti paesi gravemente colpiti, la popolazione che per mesi abitò lontano dalle proprie case distrutte e la vicenda drammatica legata alla Basilica Superiore di San Francesco: la mattina del 26 settembre 1997 morirono delle persone corse sul luogo per quantificare i danni provocati dalla precedente scossa della notte.
Si può quindi comprendere il perché Assisi riesca ogni anno a richiamare a sé nuovi visitatori, provenienti da ogni parte del mondo. Ha alle spalle, evidentemente , una storia invidiabile e molto appassionante. Dal 1998 è patrimonio mondiale UNESCO.
Nel tempo si è arricchita di sempre nuovi magnifici monumenti e angoli cittadini unici. E’ patrimonio mondiale UNESCO.
Di seguito alcuni dei monumenti considerati i più rilevanti:
- Anfiteatroe Rocca Maggiore
- Basilica di San Francesco d’Assisi(costituita dalla parteinferiore e da quella superiore)
- Basilica di Santa Chiara
- Basilica di Santa Maria degli Angelicon laPorziuncola
- Chiesa di Santa Maria Maggiore
- Chiesa diRivotorto
- Chiesa di San Damiano
- Cattedrale di San Rufino
- Eremo delle Carcerisulmonte Subasio
- Galleria d’arte contemporanea della Pro Civitate di Assisi
- Museo civico e Foro romano
- Museo diocesano e cripta di San Rufino
- Museo della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli
- Palazzo Vallemari
- Piazza del Comunecon ilPalazzo del Podestàe laTorre del Popolo
- Oratorio dei pellegrini
- Tempio di Minerva
Informazioni turistiche
Ad Assisi è possibile arrivare comodamente in treno. La stazione ferroviaria, situata presso la località Santa Maria degli Angeli (la maggiore frazione di tutto il comune), attraverso la linea Terontola-Foligno, collega la cittadina umbra con Roma e Firenze. In alternativa sono attivi vari servizi forniti da compagnie di autolinee, che mettono in collegamento Assisi con Foligno e Perugia in Umbria, e poi con Roma e Firenze, e altre ancora.
In città manca purtroppo un cinema, ma è presente un teatro di dimensioni non trascurabili, che ormai si è affermato come uno dei più importanti della regione e non solo. Ha ospitato grandi artisti e continua ad offrire un’ottima offerta, sia a livello teatrale che musicale, e anche per quanto riguarda eventi sociali e politici, e manifestazioni legate alle tradizioni del territorio. Ci sono inoltre altri teatri, più antichi e caratteristici, che offrono altresì la possibilità di assistere a spettacoli di alta qualità.
Gli abitanti di Assisi possono usufruire da anni ormai di una piscina comunale coperta, trovano sempre nel territorio comunale possibilità di frequentare una palestra, corsi di musica, e altro ancora. Ci sono varie squadre di calcio nelle varie frazioni, ma sono seguite anche la squadra di basket dell’Assisi e quella di pallavolo.
La vita scorre veramente tranquilla e non è un luogo comune. E’ da sottolineare quanto Assisi, come d’altro canto l’Umbria in genere, continua a godere di una posizione geografica strategia e invidiata da molte regioni.
Si trova a poche ore di distanza dalla capitale e da altri centri importanti della nostra nazione e,allo stesso tempo può vantarsi di essere distaccata dalla vita frenetica e magari povera di relazioni che caratterizza altri luoghi più densamente popolati.
Il paesaggio è unico e magnifico. Le tradizioni culinarie arricchiscono la cucina italiana in termine di prelibatezze tanto quanto gli altri insuperabili sapori della nostra Italia.
Timoteo Carpita per Expo Umbria
Commenti
Devi effettuare il login per inserire un commento.
Loading ...











