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Assisi: storia della città

Sezione: Città e paesi | 24 novembre 2007 scritto da nando

Assisi, originariamente chiamata Asisium dai Romani e Ascesi nel medioevo, ha una superficie comunale di 18.000 ettari e conta circa 25.000 abitanti. 6.000 di questi vivono all’interno delle antiche mura cittadine. La città è lambita dai fiumi Chiascio e Topino. Sorge sul contrafforte Ovest del maestoso Monte Subasio.Le sue origini affondano le proprie radici fin dalla preistoria, epoca in cui Assisi era uno stanziamento umbro, espressione della civiltà villanoviana. Armi, vasellame, urne cinerarie e altri oggetti sono stati rinvenuti in occasione dei numerosi scavi, a testimonianza di questa antica civiltà.

Più tardi divenne particolarmente forte l’influenza degli Etruschi, grazie alla fondazione della Lucumonia di Perugia. Tuttavia un’antica leggenda vuole Assisi fondata da principe troiano Asio (da cui deriverebbe il nome del monte Sub-Asio, cioè “sotto il governo di Asio”).

La grande battaglia di Sentino nel 295 a.C., che vide confrontarsi Etruschi e Romani, la città divenne Municipium romano con il dovere di fornire soldati alle legioni di Roma ma con gli stessi diritti dei cittadini romani. La città visse secoli di grande fioritura economica e sociale, testimoniate dal tempio di Minerva (rinvenuto sotto l’attuale Piazza del Comune), dal foro e dai resti delle terme e di un anfiteatro.

Il Cristianesimo vi si diffuse rapidamente e vide nel Vescovo Rufino il suo primo martire, che predicò il Vangelo agli inizi del III secolo.

Caduto l’Impero Romano, anche Assisi fu sconvolta dalle invasioni barbariche fino alla parziale distruzione ad opera dei Goti di Totila nel 505. Passò poi al ducato longobardo di Spoleto, dopo una breve sottomissione all’Impero Romano d’Oriente.

Nell’XI Assisi fu una delle città che capeggiarono il movimento dei comuni contro il feudalismo. Nel XII secolo fu città ghibellina, tanto da ospitare una guarnigione imperiale, cacciata però da una sollevazione popolare in seguito alle prepotenze del  Duca Corrado di Urslingen, luogotenente imperiale di Federico Barbarossa. I secoli XIII e XIV videro Assisi in lotta con la città guelfa di Perugia. A Collestrada, nel 1202, i Perugini fecero prigioniero il giovane Francesco.

In questi due secoli però Assisi costruì le sue splendide chiese e i suoi preziosissimi edifici pubblici, chiamando i più famosi architetti e i maggiori pittori del tempo. La città visse un nuovo periodo di fioritura economica.

Una nuova fase di declino però iniziò con il terribile sacco del feroce capitano di ventura Piccinino. Dopo sanguinose lotte di fazione tra le famiglie allora dominanti in città, i Nepis e i Fiume, Assisi passò, agli inizi del ‘500 sotto il dominio temporale della Chiesa. La pace fu restaurata ma iniziò un buio periodo di oscurantismo, ben lontano dalla viva creatività generata dalle libertà comunali. A coronamento dell’epopea risorgimentale, nel 1860 un Plebiscito la lega alle sorti del Regno d’Italia. Non è privo di significato il fatto che Assisi sia stata la prima città visitata dai Papi dopo la “prigionia volontaria” che seguì il crollo dello Stato della Chiesa. Il 4 Ottobre del 1962 infatti, Papa Giovanni XXIII si recò in visita alla tomba del Santo con le stimmate, già proclamato Patrono d’Italia dal suo predecessore Pio XII nel 1939.  

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