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Gubbio: storia della città
Sezione: Città e paesi | 24 novembre 2007 scritto da nando
Situata nella parte settentrionale dell’Umbria, la città di Gubbio si trova in una posizione estremamente pittoresca, dominante un altopiano alle falde del monte Igino. Il primo nucleo della città fu fondato dagli Umbri e seppe reggere la concorrenza economica e politica delle limitrofe cittadine etrusche. Le Tavole Eugubine offrono un esauriente spaccato della civiltà dell’antico centro, assai avanzata e fiorente. Tale reperto è conservato oggi nelle sale del Palazzo dei Consoli, che oggi ospita il Museo Civico. Le Tavole Eugubine sono un testo sacro redatto in lingua umbra, con alfabeto sia etrusco che latino. Dopo un periodo di stretta alleanza con Roma, divenne municipium all’inizio del I secolo a.C. la città si espanse anche in pianura, vivendo un periodo di grande sviluppo.
Durante le sanguinose invasioni barbariche, la città fu distrutta dai Goti di Totila e la comunità fu costretta a ritirarsi sulle pendici del monte, divenendo così importantissimo e strategico avamposto bizantino lungo la strada che da Ravenna conduceva a Roma.
Nell’XI secolo Gubbio si costituì libero Comune e si alleò ai ghibellini. Cambiò fazione del corso del XII secolo, aderendo alla parte guelfa. Sotto la protezione della Chiesa, Gubbio visse il suo periodo di massimo potere e sviluppo. In quest’epoca furono edificati importanti edifici pubblici quali il Duomo e il Palazzo dei Consoli.
Nel XIV secolo, come molte altre città umbre, si pose sotto il controllo di una signoria, quella dei Gabrielli prima e poi, dopo un nuovo breve periodo di dominio della Chiesa, di quella dei Montefeltro di Urbino. Sotto i Montefeltro, Gubbio visse un nuovo periodo di benessere sino al 1508, quando passò sotto il potere dei Dalla Rovere. Nel 1624 ritornò sotto il diretto controllo del Papato sino all’annessione al Regno d’Italia.
L’aspetto della città è ancora quello medievale, con un impianto urbanistico regolare, semplice e chiaro. I suoi edifici sono costruiti con materiale calcareo e presentano una tecnica costruttiva semplice ma allo stesso tempo estremamente caratteristica. Le case presentano quella che, secondo la tradizione, viene definita “la porta del morto”. Si tratta di una porta più piccola, accanto a quella principale ma dalla soglia rialzata sulla via. Nella tradizione popolare tale porta veniva aperta solo al passaggio delle bare. In realtà “la porta del morto” non è altro che un ingresso che conduceva alle stanze dei piani superiori delle abitazioni. Tale tradizione offre, nella sua sorprendente compiutezza, una rara immagine della cupa fierezza dei pur fiorenti ma difficili e ombrosi anni del medioevo italico.
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