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I segreti di Gubbio

Sezione: Città e paesi | 11 marzo 2010 scritto da nando

Gubbio è una città umbra che offre moltissimi spunti culturali per i numerosi turisti che la visitano ogni anno. Musei, palazzi storici, bellissimi panorami naturali, edifici religiosi, teatri, siti archeologici: sono i luoghi ideali per chi ha voglia di approfondire le proprie conoscenze sull’arte italiana, sulla natura e sulla storia di Gubbio.
Uno dei luoghi più visitati è l’antico Teatro Romano, risalente alla metà circa del primo secolo a.C. Successivamente fu restaurato ad opera di Gneo Satrio Rufo che governava la città nel periodo della Roma augustea. Questo teatro era uno dei più grandi e importanti dell’intero Impero romano: i suoi 70 metri di diametro riuscivano a contenere ben oltre i seimila spettatori. Della costruzione originaria, purtroppo, resta ben poco, soltanto le grandi colonne, gli archi e le scalinate destinate ad accogliere il vasto pubblico. Seriamente danneggiato ad opera dei Longobardi nel corso del VIII secolo, il periodo peggiore per questo antico teatro fu sicuramente il Medio Evo. Durante quegli anni, infatti, era spesso utilizzato come cava da cui attingere il materiale da costruzione utile alla restaurazione della città dopo i vari saccheggiamenti barbarici. Ancora oggi, però, i resti di questo antico teatro sono spesso scelti come il luogo ideale per la rappresentazione di importanti opere classiche.
In prossimità del Teatro Romano, si possono notare i resti di un alto sepolcro risalente al periodo umbro. Esso è noto con il termine “Mausoleo” e le notizie su chi vi sia sepolto sono ancora contrastanti. Secondo Tito Livio, noto storico latino, al suo interno sarebbero conservate le spoglie di Genzio, sovrano dell’Illiria e prigioniero romano dal 168 a.C. Altri ritengono che il Mausoleo sia la tomba di Lucio Pomponio Grecino, appartenente a una ricca famiglia nobile romana. Dal punto di vista strutturale, la parte esterna del Mausoleo alta 9 metri, è quasi completamente spoglia. Internamente, invece, l’ambiente sembra essere quasi completamente intatto.
La maggior parte dei ritrovamenti archeologici rinvenuti nei pressi di Gubbio, tuttavia, si possono osservare all’interno della sezione archeologica del Museo Civico cittadino, ospitato all’interno del bellissimo Palazzo dei Consoli. Oltre all’area archeologica, contenente, tra l’altro, le famose Tavole eugubine, il museo ospita anche i dipinti di importanti artisti italiani come, ad esempio, quelli di Francesco Signorelli, Guiduccio e Benedetto Nucci.

Particolarmente interessanti sono le aree del museo dedicate alle ceramiche, che comprendono pezzi risalenti ai secoli tra il XIV e il XX, e della collezione numismatica. Quest’ultima, in particolare, è una delle più ricche d’Italia e conta più di 1600 monete antiche.
Il Museo “Torre di Porta Romana”, invece, sito in via Dante, conserva una ricca collezione di dipinti risalenti al Cinquecento e un notevole assortimento di maioliche a lustro.
Numerose opere pittoriche risalenti al Novecento sono ospitate, invece, al terzo piano del Museo del Palazzo Ducale, un’antica costruzione risalente al Quattrocento. Esso contiene opere di Ruth Ann Fredenthal, Ross Rudel, Phil Sims, Ford Beckman, Lawrence Carrol, Stuart Arends ed Ettore Spalletti.

Gubb

Veduta di Gubbio

Altro museo particolarmente interessante è il Museo Diocesano, situato all’interno del Palazzo dei Canonici. Oltre alle numerose opere artistiche a tema sacro che vi sono conservate, le quali ripercorrono importanti periodi dell’arte italiana, al piano terra del palazzo è visibile anche la cosiddetta “Botte dei Canonici”, un’enorme botte realizzata nel Quattrocento all’interno della quale era abitudine conservare il vino.
Numerose opere artistiche a tema religioso sono osservabili anche all’interno delle molte chiese di Gubbio, testimoni esemplari della storia architettonica del nostro paese.

Uno degli edifici religiosi più antichi è la chiesa di San Domenico, realizzata forse intorno all’XI secolo. Nel corso degli anni la struttura di questa chiesa ha subito numerosi restauri che ne hanno alterato la forma originaria. La parete esterna della chiesa, nonostante ciò, è tuttora incompleta ma al suo interno sono conservati affreschi molto antichi e pregiati. Tra le opere più importanti ci sono due affreschi risalenti al Trecento visibili nelle prime cappelle a destra e sinistra dell’entrata, la “Vergine col bambino e gli angeli” realizzata da Raffaellin del Colle e la “Maddalena”, un’opera settecentesca realizzata da G. Baglioni.
Anche la chiesa di San Pietro è ricca di riferimenti artistici sia pittorici sia architettonici. L’anno preciso della sua realizzazione è incerto ma si presume che sia stata innalzata intorno all’anno 1000. La sua facciata è ricca di indizi architettonici appartenenti a epoche diverse: i resti del colonnato che abbelliva la parete, in particolare, sono riconducibili al primo periodo; le finestre furono realizzate nel corso del 1500; la parte alta della facciata, invece, è del 1200 circa. Tra le opere di maggior pregio conservate all’interno della chiesa, risaltano il bellissimo organo realizzato da V. Beltrami e alcuni arredamenti sacri conservati in sagrestia. Molto belli anche gli affreschi che ornano le pareti interne della chiesa: la “Morte di San Romualdo” realizzato da A. Tofanelli, “San Michele Arcangelo” dipinto da F. Allegrini e “Sant’Ubaldo” di B. Brozzi.

 Valentina Coppola

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