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Orvieto

Sezione: Città e paesi | 14 novembre 2009 scritto da nando

Il territorio

Altitudine: 325 s.l.m.

Superficie: 281,16 km²

Abitanti: 21.043

Cap.: 05018

Prefisso telefonico: 0763

Nome degli abitanti: orvietani

Santo Patrono: San Giuseppe

Giorno festivo: 19 marzo

Palazzo del Comune: via Garibaldi, 8 – 05018 Orvieto (Tr)

Centralino: 0763 3061

mail@comune.orvieto.tr.it

http://www.comune.orvieto.tr.it/

Biblioteca comunale: “L. Fumi”, piazza  Febei  

tel. 0763/306450

e-mail: biblioteca@comune.orvieto.tr.it

 

Veduta di Orvieto

Veduta di Orvieto

Cenni geografici:

Situata a sud ovest nella regione umbra, fa parte della provincia di Terni. Si trova a 325 metri sul livello del mare ed è ubicata su una rupe di tufo, di origine vulcanica, che ne caratterizza la natura e l’urbanistica per alcuni aspetti. Sotto, nella valle, scorrono i due fiumi principali, il Paglia e il Chiani, che sfociano nel Tevere.

La sua superficie si estende per 281 km² che ne fanno uno dei comuni più estesi d’Italia. Il promontorio più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m). Il territorio è  in parte all’interno del Parco Fluviale del Tevere, parco umbro, sotto tutela del WWF dal 1990.

 

Frazioni

Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonetta di Prodo, Corbara, Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, Sferracavallo, Stazione di Castiglione in Teverina, Sugano, Titignano, Tordimonte, Torre San Severo.

 

Prodotti tipici gastronomici: olio, vino, tartufo

Prodotti tipici artigianali: bambole e trine, ceramica, cuoio, ferro, legno, oro, pietra, terracotta, tessuti, vetro

 

Piatti tipici: anguilla del Trasimeno, attorta (dolce ripieno di mele, zucchero e cacao); bringoli (spaghetti fatti a mano con farina e acqua); broccoletti del lago (detti anche pulezze, camette o rapi); brustengolo (dolce povero fatto con farina di granturco); caciotta (formaggio vaccino); capocollo (simile al prodotto di lavorazione della carne denominato coppa in altre regioni); carpa del Trasimeno; castagnole (dolcetti a forma di castagna fatti di uova, zucchero, lievito, farina, strutto, miele e mistrà.  Si friggono nell’olio e infine si spruzzano con alchermes. Si mangiano generalmente a carnevale).

 

Cenni storici

L’area orvietana è abitata da tempi antichissimi, e presenta segni di culture pre-etrusche, come evidenziano le tombe dei cosiddetti “villanoviani” (età del ferro). Il nome Orvieto appare per la prima volta in lingua greca nel sec. VI d.C.: Ourbibenton. Cambierà nella lingua latina in Urbevetere e presso i Longobardi in Urbs Vetus (Urbevetus o Orbevetus, città vecchia sulla rupe). Forse, si sostiene in una teoria ancora dibattuta, il centro preesistente ad Orvieto è da attribuirsi a Volsini Veteres, mentre Volsini Novi coincide con Bolsena. La crisi della potenza romana e un’invasione devastante di Volsini sposta gli abitanti sulla rupe. Orvieto è preda dei Goti, viene liberata da Belisario nel 538, poi diviene Longobarda sotto il Ducato di Spoleto.

Diventa Comune poco dopo il sec. XI, contestualmente alla costruzione di fortificazioni, chiese, palazzi, e all’espansione urbanistica. Nello stesso tempo l’aumentata influenza pontificia, con papa Adriano IV, dà origine alle guerre tra guelfi (filo papali) e ghibellini (filo imperiali).

Nel Duecento le istituzioni  si compongono di un Consiglio Generale dei Quattrocento, l’elezione del Capitano del popolo, un governo degli anziani delle arti e la magistratura dei signori Sette. Il Comune si amplia con i territori che vanno dal Monte Amiata ad Orbetello. Proprio in questo secolo vengono eretti il Duomo, il Palazzo del Popolo, il Palazzo Papale ed altri edifici sacri e profani di notevole interesse architettonico.

Con il Papa arrivano i francesi, un’occupazione mai gradita dagli abitanti fino alla ribellione e all’elezione del primo Signore, Ermanno Monaldeschi della Cervara. Ma nel 1354 la Chiesa si riprende la città. Sotto Napoleone, diviene un cantone del dipartimento del Cimino nella Repubblica Romana (1798), poi circondario di Todi e di nuovo parte dello Stato Pontificio (1816). Gli orvietani se ne liberano solo nel 1860, grazie alla complicità dei volontari umbri (“cacciatori del Tevere”). Orvieto diventa parte del Regno d’Italia e parte della provincia di Perugia.

L’economica di tipo agricolo trova sbocchi nell’attività storico artistica grande all’Accademia “La Nuova Fenice” e nei restauri conseguenti. In tal senso spiccano la personalità dello studioso Luigi Fumi e del restauratore Paolo Zampi che lascerà un segno indelebile nel Duomo e nei palazzi medievali.

 

Monumenti

 

Cavità, Pozzi e Butti

Nel sottosuolo di Orvieto sono presenti oltre mille cavità artificiali. La loro costruzione, per scopi molto diversi, parte dal periodo etrusco e continua fin in epoca medievale.

I più antichi servivano a raccogliere e conservare l’acqua. Sono di forma cilindrica, tagliati nella roccia e ricoperti da uno spesso strato d’argilla impermeabilizzante. Erano utili anche come cunicoli, silos per granaglie e cisterne.

Nel Medioevo si costruiscono colombari, cave e butti, mentre nel periodo moderno trovano spazio le cantine. A questo periodo risale l’imponente acquedotto pubblico che conduceva l’acqua dall’altopiano dell’Alfina (distante 5km) fino alle fontane della città.

Altri usi comprendevano fornaci, fabbriche di ceramica, cantine e frantoi per la lavorazione del vino e dell’olio, grotte per la manifattura di funi e cordami.

I “colombari” servivano per la nidificazione e l’allevamento dei piccioni, ai quali gli orvietani hanno dedicato la festa della Palombella nel giorno della Pentecoste. In questa giornata, per tradizione, non si mangiano colombi.

Una Bolla Pontificia di Bonifacio VIII obbligava a non gettare immondizie in strada e a servirsi invece di buchi piuttosto profondi scavati all’interno della propria casa o della propria terra. Seguendo questa disposizione i “butti” rappresentano gli immondezzai pianificati dal punto di vista urbanistico sotto ogni abitazione nel Medioevo.

 

Pozzo della Cava

Si tratta di un pozzo etrusco, in uso fin oltre il Medioevo, tanto che fu ristrutturato nel 1528. E’ situato nella via omonima. Carico di aneddoti e racconti storici intriganti, fu chiuso nel 1646, pare dopo che quattro soldati francesi vi furono gettati dentro. Ma nel 1854 il Delegato Apostolico lo indicava tra il più pericoloso degli antichi pozzi rimasti aperti e luogo di delitti nascosti.

Oggigiorno a Natale, vi si crea un suggestivo presepe interno che varia di anno in anno. Dal suo ingresso si accede anche ad una fornace usata per la lavorazione della ceramica, scoperta nel 1992 e attiva nel periodo medievale, e ad una fabbrica di maioliche, rinvenuta pochi anni dopo; qui si trovano esposti molti reperti di interesse storico e artistico.

  

Pozzo di San Patrizio

Si trova a destra della funicolare, in fondo al viale Sangallo; è una costruzione  bassa e circolare, con due ingressi opposti. Il suo nome si riferisce al noto pozzo del santo irlandese. La sua costruzione, per l’approvvigionamento idrico della rocca difensiva, si ebbe successivamente al sacco di Roma nel 1527 e alla fuga di Clemente VII a Orvieto. Il progetto è di Antonio da Sangallo il Giovane. Escogitò due scalinate interne a chiocciola, di 248 gradini ciascuna per una profondità di poco più di 53 metri, su modello del Belvedere Vaticano, per consentire di caricare l’acqua e trasportarle con bestie da soma dal fondo in superficie senza che gli animali si scontrassero. Il percorso è per metà scavato nel tufo e poi prosegue in mattone ed è areato da settanta finestroni.

Affascinante la corrispondenza tra la geometria delle scale e la doppia elica del DNA scoperto nel 1951.

L’opera fu portata a termine da Simone Mosca nel 1543, durante il pontificato di Paolo III.

Durante la costruzione furono rinvenute tombe etrusche e vicino si trova il Tempio del Belvedere, forse dedicato a Tinia (sec. V a.C.), scoperto nel 1828.

I frati, terminato l’uso difensivo della rocca, per qualche tempo usarono il pozzo come “purgatorio”.

 

Monumenti religiosi

-         Duomo di Orvieto

Il Duomo di Orvieto

Il Duomo di Orvieto

Cattedrale della diocesi cittadina, grande capolavoro dell’architettura gotica italiana. La costruzione è stata avviata nel 1290 per volontà di Papa Niccolò IV.

-         Chiesa di San Giovenale (1004)

-         Chiesa di Sant’Andrea

Si erge sulle rovine di una tempio pagano e di una successiva chiesa cristiana

-         Chiesa di San Domenico e Mausoleo del Cardinale De Brave

-         Chiesa di San Ludovico

 

Eventi e spettacoli

 

Festival Velentiniano

Si tiene ad Orvieto, dal 27 settembre al 25 ottobre. Rassegna internazionale di musica sinfonica e cameristica diretta dal M° Carlo Frajese.

 

Corteo delle Dame

Danze, esibizione di sbandieratori e musica medievale, incorniciano la sfilata di 150 orvietane in costume storico. Il corteo, che rievoca quello dei nobili che si recavano al Corpus Domini, parte dalla ex caserma Piave e si reca ai Vespri in Duomo. Lo spettacolo prosegue poi in Piazza del Popolo.

 

Festa della Palombella

Istituita dalla nobildonna Giovanna Monaldeschi della Cervara agli inizi del 1400, presenta una liturgia suggestiva con cui si simboleggia la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Madonna.

Una colomba bianca agghindata scende lungo un cavo di acciaio che collega il tiburio della Chiesa di San Francesco al Cenacolo; qui, appena arriva, scoppiano i mortaretti e sulla testa della Madonna e degli Apostoli si accendono fiammelle rosse, riprendendo le Sacre Scritture.
Palio dell’Oca

Si tiene in notturna il 30 maggio tra cavalieri a cavallo delle diverse contrade, con rievocazioni storiche e culturali. Il giorno successivo si tiene il Torneo Arco Storico della Città di Orvieto.

 

Premio internazionale per i diritti umani “Città d’Orvieto”

Si svolge nel mese di maggio al Palazzo del Popolo. Il premio è dedicato a personalità internazionali che si sono distinte nella lotta per i diritti umani.

 

Premio internazionale giornalistico “Luigi Barzini”

Ogni anno a maggio viene premiato un giornalista che si è contraddistinto per il suo impegno civile e sociale attraverso le inchieste giornalistiche.

 

Umbria Jazz Winter

Grande evento musicale che coinvolge tutta la regione umbra. Musica internazionale di alto livello dal 29 dicembre al 2 gennaio.

www.umbriajazz.com

 

Informazioni turistiche

 

Come raggiungere Spoleto con i mezzi pubblici

 

Linea F.S. Firenze – Roma (Stazione di Orvieto)

www.trenitalia.it

 

Mobilità interna

Sono due i percorsi a disposizione dei turisti

  1. La Funicolare (una corsa ogni 15 minuti) dal parcheggio della Stazione Ferroviaria arriva fino a Piazza Cahen, da dove partono due minibus elettrici che percorrono la Rupe.
  2. Il percorso meccanizzato (ascensori, scale mobili e tappeti mobili) che dal parcheggio del Foro Boario (ex Campo della Fiera) conduce a Piazza Ranieri e a via Ripa Medici.
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