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Spoleto

Sezione: Città e paesi | 1 ottobre 2009 scritto da admin

SPOLETO

Nonostante i segni dell’antica occupazione romana siano ancora visibili, la sua architettura ha una forte vocazione medievale. Caratteristica la particolare disposizione di alcuni suoi edifici che si aprono anteriormente e nel retro su piani diversi e dislocati in strade diverse.

Nell’età moderna sono stati edificati molti palazzi di famiglie benestanti e piazze magnifiche che rimangono oggi una grande attrattiva turistica.

Nella parte bassa della città, dopo l’entrata nel Regno d’Italia, Spoleto ha acquisito una nuova connotazione urbanistica: al di fuori della mura sono stati costruiti infatti la stazione ferroviaria (dominata dal Teodolapio dello statunitense Alexander Calder) e l’antistante viale Trento e Trieste (in cui si ammira una scultura di Arnaldo Pomodoro). Grazie a questi due importanti servizi della viabilità si è dato l’avvio allo sviluppo periferico e all’apertura della Traversa Nazionale interna (una via in salita  a senso unico e dalla fisionomia tortuosa) che funge da collegamento tra piazza Garibaldi e il centro storico.

Il Teodelapio di Calder è la prima scultura stabile al mondo. E’ alta 18 metri ed è stata realizzata nel 1962 in occasione del Festival dei Due Mondi. Poggia direttamente sull’asfalto e fa da rotatoria per i veicoli da e per la stazione. In questo modo il traffico partecipa alla dinamicità dell’opera stessa.

La Rocca e il Ponte delle Torri sovrastano e caratterizzano questa città ricchissima di tradizione storica e produzione artistica. Le piazze maestose, i monumenti religiosi, i bellissimi viali e le cinte urbane l’hanno resa famosa in tutto il mondo.

L’economica si basa su alcuni prodotti tipici dell’agricoltura, sull’artigianato e soprattutto sul turismo.

Una nota curiosa: Spoleto ha dato i natali a molti personaggi famosi. Tra i molti, a Lucrezia Borgia, figlia di Papa Alessandro VI, che fu governatrice della città. Qui è nato anche il vero Paperone de’ Paperoni, un arcivescovo; sorpresa per chi pensava che fosse solo un personaggio dei fumetti.  Il creatore di Scrooge McDuck si ispirò proprio a lui.

Il territorio

Altitudine: 396 m

Superficie: 349,63 km²

Abitanti: 39.122

Cap. : 06049

Prefisso telefonico: 0743

Nome degli abitanti: spoletini

Santo Patrono: San Ponziano (si festeggia il 14 gennaio)

Palazzo del Comune (sec. XIII), piazza del Comune 1, 06049 Spoleto

Tel.: (+39) 0743-218234

Biblioteca comunale: “G. Carducci”, Palazzo Mauri, via Brignone – 06049 Spoleto

tel . 0743 218801

e-mail: biblioteca.comunale@comune.spoleto.pg.it

Cenni geografici:

La città di Spoleto, provincia di Perugia, è situata all’estremo sud della Valle Umbra, pianura alluvionale, che in tempi preistorici accoglieva il grande lago Umber, prosciugato in epoca medievale con opere di bonifica. Si trova in zona collinare e confina ad est col Monteluco e giunge fino alle rive del torrente Tessino. Ad ovest confina con i monti Martani, a sud con la provincia di Terni, attraverso il Valico della Somma.

Frazioni

Acquacastagna, Acquaiura, Ancaiano, Azzano, Baiano, Bazzano Inferiore, Bazzano Superiore, Beroide, Camporoppolo, Campo Salese, Cerqueto, Cese, Collerisana, Collicelli, Cortaccione, Crocemaroggia, Eggi, Fogliano, Forca di Cerro, Madonna di Baiano, Maiano, Messenano, Montebibico, Monteluco, Monte Martano (sorge sull’omonimo monte ed è sede di un castello), Morgnano, Morro, Ocenelli, Palazzaccio, Patrico (in cui si trova Mustaiole), Perchia, Petrognano, Pompagnano, Pontebari, Poreta, Protte, Rubbiano, San Brizio, San Giacomo, San Giovanni di Baiano, San Gregorio di Ocenelli, San Martino in Trignano, San Nicolò, San Severo, San Silvestro, Santa Croce, Sant’Anastasio, Sant’Angelo in Mercole, Santo Chiodo, San Venanzo, Silvignano, Somma, Strettura, Terraia, Terzo la Pieve, Terzo San Severo, Testaccio, Uncinano, Valdarena, Valle San Martino, Vallocchia.

Prodotti tipici

Olio di oliva, marroni (castagna di grandi dimensioni e polpa più gustosa), vini (dai vigneti si ricavano Grechetto, Sangiovese, Trebbiano, Sagrantino di Montefalco), il tartufo.

Piatti tipici

Gli strangozzi (antica ricetta di pasta preparata con farina, acqua e sale).

Il tartufo, che si usa praticamente in tutti i piatti.

Il pane sciapo, che contrasta con la cucina saporita.

L’attorta, tipico dolce di Natale di origine barbarica (gli ingredienti sono simili a quelli dello strudel).

La crescionda, dolce medievale caratterizzato da sapore agro-dolce.

Cenni storici

I reperti archeologici e le necropoli scoperte entro le mura dimostrano origini antichissime risalenti alla fine dell’età del bronzo.

Una popolazione italica, gli Umbri, abitarono il territorio nei sec. V-VI a. C., fino all’arrivo dei romani nel 241 a. C. Fu quindi trasformato in municipio,  con la struttura urbana tipica dei romani: attraversamento della via consolare Flaminia e mura fortificate con porte controllate.

Ebbe un ruolo militare importante (fu baluardo inespugnabile durante lo scontro con Annibale nella seconda guerra punica nel 217 a. C. e l’episodio venne impresso sulla porta cosiddetta “Fuga”).

Con la caduta dell’Impero Romano, fu preda delle incursioni barbare anche se per qualche secolo riuscì a mantenere una certa autonomia. I Longobardi lo trasformarono in Ducato e si sviluppò ulteriormente. Non altrettanto fortunato fu il dominio dei Franchi, che portò al declino. Nel 1155 l’esercito di Federico Barbarossa rivendicò con la distruzione il mancato pagamento di tributi imperiali, ritenuti troppo alti dalla popolazione. La via dell’Assalto, presso il borgo medievale di San Ponziano, rievoca questo triste avvenimento storico.

Nel 1247 l’ormai Comune di Spoleto, dopo varie contese da parte di Impero e  Chiesa, diviene parte dello Stato Pontificio. L’assetto urbano mutò ancora: fu eretta una seconda cinta di fortificazione all’interno della quale si svilupparono i borghi.

Lo spostamento della sede papale ad Avignone, l’epidemia del 1348 e le lotte tra fazioni interne resero il XIV secolo teatro di morte e disfatte. In questo periodo passa sotto la dominazione perugina.

La Chiesa per preparare il rientro del Papa in Italia, riconquista gli ex territori e li fortifica con nuove costruzioni (come la Rocca di Spoleto). Spariscono interi isolati medievali e vengono eretti palazzi nobiliari. I francesi espugnarono il territorio sottraendolo al Papato dagli inizi del sec. XIX fino alla Restaurazione.

Fu una delle prime città italiane a partecipare ai moti risorgimentali. Nel 1860, l’ingresso in città dell’esercito guidato dal generale Filippo Brignone, rese Spoleto città del nuovo Stato italiano.

Monumenti e musei

Il Museo Archeologico Nazionale.
Presso il complesso di Sant’Agata, raccoglie reperti antichi romani, tra cui le tavole della Lex Spoletina. Questa legge, che oggi sarebbe considerata fortemente ecologista, vietava severamente di tagliare e asportare legna dal bosco, considerato sacro, al di fuori del giorno dedicato alle divinità della selva. Le punizioni erano talmente pesanti da prevenire qualsiasi atto vandalico nei boschi.

Pinanoteca Comunale
Si trova provvisoriamente nel Palazzo Rosari Spada, edificio nobiliare (sec. XVII-XVIII). Vi si trovano tele pregiate e altre opere che vanno dal 1100 al 1700.

Galleria Civica d’Arte Moderna.
Si trova all’interno di un palazzo costruito tra il 1717 e il 1730. Gran parte delle opere italiane e straniere al suo interno si devono alle donazioni del critico d’arte e collezionista Giovanni Carandente (tra le altre si possono ammirare opere di A. Calder, L. Chadwick, H. Moore, E. Colla, N. Franchina, P. Consagra). Molte le opere di Leoncillo. Una stanza del museo è stata dipinta dal pittore statunitense contemporaneo Sol LeWitt (concettualista e minimalista).

Casa Romana
Abitazione nobiliare del sec. I d. C., con tipica struttura romana, in via Visiale, a sinistra del Palazzo Comunale. Vi si arriva percorrendo via del Municipio. Gli scavi risalgono alla fine del 1800. Sono ancora presenti l’atrio, il pluvio, il pavimento a mosaico di altre quattro stanze ai lati dell’atrio, l’ampio spazio dedicato alle  riunioni di famiglia; rispettivamente a destra e a sinistra di questa ci sono il triclinio e il peristilio.
E’ stata identificata, grazie anche ad un’iscrizione esplicativa, come la casa di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Il Palazzo del Comune sorge proprio su quest’area.
Teatro Romano (I sec. d.C).
Alla fine del 1800 è stato riportato alla luce e attualmente fa parte del Museo Archeologico Nazionale. E’ tradizionalmente usato come ambientazione ideale per gli spettacoli di danza del Festival dei Due Mondi.

Porta romana o Arco di Monterone (III sec. a. C.)
Era l’ingresso sud della città e l’unica ancora integra delle quattro porte principali che si trovavano lungo la cinta muraria romana (Porta Fuga, Porta Ponzianina, Porta San Lorenzo).

L’Arco di Druso (23 d. C.)
Antico ingresso romano al foro romano che è ora piazza del Mercato.
Fu edificato in onore di Druso e Germanico, figli dell’imperatore Tiberio. Oggi è in parte seminterrato nel livello stradale che nasconde il piano originario del foro. Sul lato destro vi si trovano le rovine di un tempio antico del I sec. d. C. su cui vennero erette successivamente le chiese di Sant’Isacco e Sant’Ansano.

Anfiteatro romano

Rimane in parte visibile dentro l’ex caserma Minervio. Fu edificato nel II sec. d. C..

Subì varie trasformazioni: prima fortezza di Totila (545), poi luogo di botteghe e magazzini nel Medioevo, occupato nella cavea e nell’arena dalla chiesa di San Gregorio (1100), da un  monastero e nel 1300 divenne cava di pietra per l’edificazione della Rocca.

Ponte Sanguinario.

Costruito nel I sec. a. C. Sono due le versioni raccontate sul suo nome: trarrebbe origine dal termine Sandapilarius, nome della porta omonima vicino all’Anfiteatro, oppure deriverebbe dalle persecuzioni romane sui cristiani lì avvenute. Per molti secoli è rimasto interrato ed è stato riportato alla luce solo nel secolo scorso.

Museo Diocesano
Risale agli anni Settanta del 1900

Palazzo Ancaiani

Palazzo del 1600, situato in piazza della Libertà, è sede del Centro Studi sull’Alto Medioevo che ormai dalla metà del 1900 organizza la tradizionale e prestigiosa Settimana di Studi internazionale.
Teatro Caio Melisso

Costruito in legno nel 1600. E’ stato riedificato nel 1800 e restaurato ed ampliato nel 1958. “Teatro Nobile” con ricche decorazioni sul soffitto e sul sipario.

Piazza del Mercato

Era anticamente il foro romano e tuttora è di fatto il “centro” animato della città. Al fondo si può ammirare la Fonte di Piazza, opera barocca (1746) disegno dell’architetto romano Fiaschetti. Questa ne sostituisce una precedente di cui è rimasto, nel timpano, il monumento dedicato a Urbano VIII e alla famiglia Barberini, opera del 1626 disegnata dal Maderno.

Teatro Nuovo

Sede elegante degli eventi della stagione del Teatro Lirico Sperimentale e del Festival dei Due Mondi, dopo il restauro e la riapertura nel giugno del 2007.  Ha una capienza di 550 posti. Ha una disposizione a ferro di cavallo, con quattro ordini di palchi e galleria. Fu progettato da Ireneo Aleandri e costruito nel 1864 per volere della borghesia cittadina che desiderava un teatro più ampio del Caio Melisso.

La Rocca

Fu commissionata nel sec. XIV dal cardinale Albornoz all’architetto Matteo di Giovannello, detto Gattapone. E’ un complesso di sei torri costruite sul perimetro di una pianta rettangolare.  Sono due le aree interne: il cortile delle armi, per le truppe e il cortile d’onore per il governatore della città. All’interno della stanza del castellano, detta Camera Pinta, si possono apprezzare importanti affreschi quattrocenteschi riemersi con i restauri.

Prima residenza di nobili e loro ospiti, testimone di difese riuscite, è stata trasformata in carcere nel 1800. E’ stato restituito alla città solo nel 1983 e da allora accurati e continui restauri ne stanno riportando alla luce l’antico splendore.

Rocca Albornoziana.
Complesso di torri angolari unite da mura difensive che nella seconda metà del sec. XIV, Innocenzo VI fece edificare per consolidare la difesa dello Stato della Chiesa. La passeggiata tradizionale degli abitanti si svolge proprio sul Giro del Ponte. Da qui si ha il belvedere sul Monteluco e sul Ponte delle Torri.

Ponte delle Torri

Lungo 236 metri e alto 76. Monumento simbolo della città. Formato da grandi arcate ogivali e maestosi piloni in pietra che sostengono sia la strada sia il canale scavato sul muraglione. Nato probabilmente  nel 1300 (per volere del cardinale Albornoz e opera del Gattapone) sui resti di un acquedotto romano che convogliava l’acqua del monte verso la città. Il ponte, data la sua importanza, era difeso dalle torri, da cui prende il nome, e dal Fortilizio dei Mulini.

Il finestrone centrale del muraglione e il muro di protezione a nord sono dell’800.

Si tratta di una costruzione insolita per l’epoca in cui fu costruita, dato che si  tratta di un’opera per uso civile.

Lo stato tensionale delle murature è continuamente monitorato.

Goethe rimase affascinato dalla sua imponenza e lo celebrò nel suo Italienische Reise.

Dalla parte più estrema partono le passeggiate per la montagna spoletina.

La Torre dell’Olio (sec. XIII)

Il nome deriva dall’uso difensivo che la caratterizzava: da essa si gettava olio bollente sui nemici che assediavano la porta sottostante, Porta Fuga. La leggenda secondo cui anche Annibale subì gravi perdite a causa di questa strategia bellica, fa supporre che precedentemente esistesse al suo posto una costruzione che serviva allo stesso scopo.

Il Palazzo Rosari-Spada (sec XVII-XVIII)

Ubicato in Corso Mazzini. Proprietà prima della famiglia Rosari e poi degli Spada (1164), è oggi sede del Museo del Tessile e del Costume

Monumenti religiosi

Basilica di San Salvatore

Nonostante sia ai margini della città (non distante dal complesso di San Ponziano) la storia artistica le ha conferito il più alto prestigio, visto che è stata definita il maggior monumento spoletino paleocristiano e ha consentito a Spoleto di essere inclusa tra i candidati presenti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2008.

Di grande pregio architettonico ed espressione culturale della elite longobarda, è tuttora straordinariamente conservata.

Chiesa e Monastero di San Ponziano (sec. XII)

Grande complesso romanico dedicato al santo patrono della città. Si trova all’esterno della cinta urbana. Il visitatore è accolto dalla figura del santo armato e a cavallo, all’interno di una nicchia sotto ad un arco ornato.

E’ costituita da tre navate e tre absidi. Alla fine del 1700 fu notevolmente modificata dal Valadier. Originale la cripta, a cinque navate e cinque absidiole con volte a crociera. Gli affreschi interni sono del sec. XIV e del sec. XV.

Sant’Eufemia
Risale alla prima metà del sec. XII. E’ uno degli edifici romanici più importanti della regione umbra. Ha un interno a tre navate con un matroneo.
Fu edificata su un precedente tempio cristiano dedicato al martire Primiano.  Caratterizzata dallo stile romanico con forti influenze lombardo-venete.

Un portico rinascimentale di marmi bianchi e rosa precede la facciata lavorata con il mosaico di Solsterno.

All’interno opere di notevole prestigio: la Croce (1187) di Alberto Sotio, il ciclo dell’abside con Storie della Vergine (1467-1469) di Filippo Lippi, gli affreschi del Pinturicchio. Inoltre vi è anche la preziosa tavoletta dono di pace alla città dell’imperatore Federico Barbarossa (1185).

Sant’Asano

Si tratta di un grande complesso architettonico formato da edifici sovrapposti di epoche diverse. Alla base un tempio romano del I sec. d. C. di cui rimangono visibili all’esterno lo stibolate e la sommità di una colonna.

Cripta di Sant’Isacco (sec. XI-XII)

Ricostruita completamente nel 1700 ad una sola navata e annessa ad un chiostro del Cinquecento. Ricchissima di affreschi tra i quali uno dello Spagna.

San Filippo Neri (metà del sec. XVII)

Di stile barocco, con facciata in travertino. Progetto dello spoletino Loreto Scelli su modelli delle chiese romane. Interno a tre navate ricche di importanti opere ed arredi in legno.

Santa Maria della Manna d’Oro (sec. XVI-XVII)

Sorto per ringraziare la Vergine che avrebbe protetto ricchi scambi commerciali tra Spoleto e l’esercito di Carlo V dopo il sacco di Roma (1527).

Ha una pianta ottagonale ed è visibile lo stile del Bramante. Al suo interno si può visitare una fonte battesimale del Quattrocento. Durante il Festival dei Due Mondi ospita importanti mostre d’arte.

Il Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta

Risale al 1067 ed è stato edificato sui resti di una chiesa del IX secolo. Nella cappella Eroli si possono ammirare gli affreschi del Pinturicchio e nell’abside della navata centrale spicca la maestria di Filippo Lippi.

Ex Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo (sec. XII)

Edificio romanico lineare. All’esterno, sulla porta laterale, si può ammirare un affresco dedicato che rappresenta la Madonna e i Santi. All’interno affreschi eseguiti tra il 1200 e il 1400. Tra questi una delle più antiche raffigurazioni del martirio   dell’arcivescovo di Canterbury San Tommaso Becket di Alberto Sotio. L’uccisione, avvenuta nel 1170, fu praticamente riportata quasi in diretta dalla realizzazione di questo quadro, nonostante la distanza con l’Inghilterra. Il dipinto è infatti solo di pochi anni successivo. La chiesa conserva anche uno dei primissimi documenti iconografici di San Francesco.

San Domenico (sec. XIII-XIV)

In stile gotico ad una navata. Notevoli il portale sul fianco destro, la cappella interna della Maddalena e una tela settecentesca di Giovanni Lanfranco. Al piano sottostante c’è la cripta, ex chiesa di San Pietro. Le ex carceri del Sant’Uffizio erano annesse al complesso. Trasformate poi in carceri femminili e ora spazio espositivo.

Ex Chiesa e Convento di San Nicolò (sec. XIV)

Complesso medievale in stile gotico, edificato dagli Agostiniani.

Ora spazio per congressi, mostre e rappresentazioni. All’interno del complesso un chiostro antico e un altro più recente del quattrocento. Per il vicolo omonimo si può scendere alla chiesa di Santa Maria della Misericordia.

San Gregorio Maggiore (sec. XI-XII)

Costruzione romanica restaurata di recente. Ammirevoli l’imponente campanile del sec. XV e la trecentesca Cappella degli Innocenti con la fonte battesimale del Cinquecento. Una cripta sottostante è formata da cinque navate e triabsidata come il resto del complesso. Gli affreschi risalgono al Quattrocento.

Chiesa di San Pietro

Edificio romanico fuori le mura. E’ stato luogo di sepoltura di vescovi e uno dei luoghi di culto più importanti della città. Si trova all’inizio della strada che conduce a Monteluco e vi si accede salendo una scalinata seicentesca.

Alla base un’antica necropoli su cui venne edificata nel sec. V la prima costruzione per custodire le reliquie del santo. Ingrandita nel 1100 e 1200 e, dopo un incendio, ricostruita con lavori protratti fino al sec. XV.

La facciata presenta tre portali e tre rosoni. Le riquadrature presentano decorazioni scultoree a bassorilievo di notevole pregio: vi è raffigurata la lotta tra il bene e il male ad opera di artisti locali. Accanto si può visitare la piccola chiesa di San Silvestro del sec. XIV.

Chiesa di San Paolo.

Nata su un nucleo di un monastero benedettino, in stile romanico, riedificata nel sec. X. Ha subito numerose modifiche nel tempo, le ultime non ben riuscite alla fine del sec. XVIII. Recentemente restaurata. Si trova in prossimità della passeggiata dei Giardini di viale Matteotti.

All’interno un importante ciclo di affreschi del sec XIII. Notevole la facciata, con un elegante rosone e pilastri sormontati da capitelli corinzi.

Dintorni

Monteluco (m. 800 c.a)

Durante la prima guerra mondiale i prigionieri austriaci costruirono la strada che giunge a Monteluco (di fatto proseguiva un primo tratto che arrivava ad una via preesistente, di inizio Ottocento, che si univa al “Giro” del Ponte.)

E’ un percorso affascinante, circondato da boschi di lecci secolari. Era anticamente luogo di culto pagano e, durante il Medioevo, ospitò molti eremi. Il primo eremita a lasciare il segno fu Sant’Isacco nel V secolo, poi fu la volta dei benedettini. Gli eremi divennero piccoli conventi ai quali non potevano assolutamente accedere gli estranei. Il monte rimase vietato alle donne, tranne tre giorni l’anno, almeno fin dopo la Restaurazione.

Tuttavia dal 1500 anche i laici poterono soggiornare nei conventi in ritiro spirituale. Michelangelo, tra gli altri, vi fece visita nel 1556. Alla fine del Settecento la Repubblica Romana cacciò la congregazione autonoma degli eremiti, che si erano creati una propria regola, e divenne padrona degli eremi.

Famoso tra tutti, l’eremo di San Francesco che è diventato Chiesa (sec. XVI) e Convento. L’origine risale al 1218 e venne fatto edificare dal Santo stesso accanto alla cappella di Santa Caterina d’Alessandria (sec. XII), dono dei Benedettini di San Giuliano.

Visibili l’oratorio originario con la pietra giaciglio del Santo e le cellette. Al centro del cortile del Convento un pozzo. Si narra che San Francesco vi fece sgorgare l’acqua dalla roccia.

Prima di giungere a Monteluco, sul colle di San Giuliano, è possibile visitare la Chiesa omonima, fondata dal santo anacoreta Isacco di Siria, nel sec. VI, poi diventata importante abbazia benedettina.

Fonti del Clitunno

Queste antiche e affascinanti sorgenti si trovano nei pressi di Campello, lungo la statale Flaminia in direzione Perugia. Il fiume fonte, il Clitunno, era considerato sacro dai pagani. Le sorgenti sono state celebrate nei secoli da Virgilio, Claudiano,  Byron e Carducci. Poco distante, nei pressi di Pissignano, si può ammirare un tempietto paleocristiano del V secolo.

Eventi e spettacoli

Festival dei Due Mondi

Il maestro Ginacarlo Menotti, nel 1958, diede l’avvio al Festival che si svolge tra la fine di giugno e la prima metà di luglio. Comprende performance di balletto, opera lirica, prosa, concerti da camera e sinfonici, mostre d’arte, rassegne di cinema, convegni, esposizioni varie. Si alternano artisti di grandissimo livello internazionale e giovani talenti che vengono tradizionalmente lanciati proprio grazie all’evento.

La sede organizzativa del Festival è in via del Duomo.

Centro italiano di Studi sull’Alto Medioevo

Gli studi alto-medievali trovano una cornice di rilievo grazie a questo importante centro, collocato nel seicentesco Palazzo Ancaiani, consolidatosi a seguito del “Congresso di studi longobardi” del 1951, e  voluto  dall’Accademia Spoletina, che da secoli vivacizza la vita culturale cittadina.

Promuove ogni anno la Settimana di Studi che raccoglie i confronti di studiosi di fama mondiale.

Teatro Lirico Sperimentale

L’Istituzione, in piazza Sordini, è sorta nel 1947, su iniziativa dell’avvocato e musicologo Adriano Belli. Suo progetto e scopo, scovare talenti a livello internazionale e dare loro la possibilità di formarsi ulteriormente con corsi di preparazione tenuti da Maestri di livello mondiale. I giovani selezionati debuttano poi nel corso della Stagione Lirica di Spoleto, che si tiene a settembre.

Informazioni turistiche

Visitspoleto.it Official website for tourists

Piazza della Libertà, 7
06049 Spoleto, Italia
Tel: +39 (0743) 220773
E-mail: info@visitspoleto.it
http://www.visitspoleto.it
E-mail: info@visitspoleto.it

IAT di Spoleto

Turismo Uffici informazioni

Piazza Libertà 7

06049 Spoleto,

e-mail: info@iat.spoleto.pg.it

Come raggiungere Spoleto con i mezzi pubblici

Collegamenti ferroviari frequenti per Roma e Ancona.

http://www.trenitalia.it

L’aereoporto più vicino è quello di Sant’Egidio a Perugia che collega con due voli al giorno l’Umbria con Milano.

Spoleto è collegata da pullman della SSIT con Monteluco, Campello, Foligno, Montefalco. La SSIT gestisce anche il trasporto urbano in tutto il territorio di Spoleto.

I biglietti sono disponibili presso tutte le tabaccherie e le edicole.

I punti di raccolta taxi sono presso Piazza della Libertà, Piazza Garibaldi, Piazza della Stazione.

Durante il Festival dei Due Mondi il centro storico è chiuso, tuttavia ci sono navette interne che collegano i parcheggi con il centro.

Orari di treni e pullman sono disponibili presso l’Azienda di Promozione Turistica in Piazza della Libertà.

Trasporti
Società Spoletina Trasporti (SSIT) – Tel. 0743.221991

http://www.spoletina.com/

Stazione Ferroviaria – Tel. 0743.48516

http://www.trenitalia.it

Aereoporto di S. Egidio – Perugia – Tel. 075.6929447

Noleggio Auto – Armando Alcidi – Tel. 0743-40221

Taxi
Piazza della Libertà – Tel. 0743.44548

Piazza Garibaldi – Tel. 0743.49990

Piazza della Stazione – Tel. 0743.220489

Rosa Manauzzi

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