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Da Spoleto a Norcia
Sezione: Itinerari turistici | 6 dicembre 2008 scritto da nando
Lasciata Spoleto in direzione del Monteluco, si prosegue per la via Flaminia sino a Vallo di Nera, esempio di integrazione di attività umane sviluppatesi attorno al fiume.
Il Castello di Vallo è uno dei più significativi insediamenti fortificati tardo medievali che caratterizzano gran parte della Valnerina: restaurata dopo il terremoto del 1979, la cittadella è tuttora abitata. L’impianto urbanistico è a pianta ellittica, circondata da cinta muraria. Ai margini del castello il convento francescano eretto alla fine del XIII secolo ha portato alla creazione di un borgo esterno alla fortificazione. Visitando il complesso è possibile ricostruire le attività che ne caratterizzano la vita e la stessa struttura architettonica: il mulino, il grande lavatoio in pietra alimentato da una roggia, la chiesa votiva di san Rocco, il piazzale con il fontanile in pietra, l’oratorio e le botteghe fuori dalle mura. Immersa nel verde, la Locanda di Cacio Re merita la visita per la bellezza del luogo e per una cucina notevole: da assaggiare la trota affumicata maison e lo storione, il risotto al Sagrantino, gli strangozzi al tartufo nero e gli squisiti formaggi.
Si raggiunge Ponte, che fu nell’alto medioevo il centro più importante dell’intera Valnerina: ne sono testimonianza il castello con il palazzo del Comune e la romanica Pieve di Santa Maria. Da visitare il borgo, che si sviluppa a spirale attorno a uno sperone di roccia. Si prosegue per Borgo Cerreto, da cui si sale al castello di Cerreto di Spoleto: sulla piazza centrale la Chiesa di Santa Maria Annunziata e ai margini del borgo l’ex monastero benedettino di San Giacomo, oggi sede del Centro Regionale di Ricerche Etnografiche.
Da valle principale si segue la statale 209 dove un tunnel porta velocemente a Triponzo: il borgo, che prende nome dai tre ponti, mantiene un’intatta cinta muraria con torri e una sorta di castello eretto sulla roccia che domina l’abitato. Il paesaggio cambia repentinamente imboccando la Valle Castoriana, ricca di antichi insediamenti: dalle aspre pareti di roccia e di bosco, frammentate dal susseguirsi dei terremoti, si passa a un profilo collinare più ampio e ondulato, caratterizzato da vaste estensioni coltivate.

Si giunge a Preci, il centro principale: nel borgo da vedere i notevoli palazzi cinquecenteschi e la Chiesa di Santa Maria con bel portale del XIV secolo. La cittadina deve gran parte della propria importanza in epoca medievale e rinascimentale alla presenza della vicina Abbazia di Sant’Eutizio: fondato dal monaco siriano Eutizio nel V secolo d.C, il complesso religioso divenne sede di cultura, con farmacia, scuola miniaturistica e ricca biblioteca, ma anche capitale politica ed economica di un vasto territorio fino al 1200, quando iniziò un veloce declino, culminato con la cessione di Norcia. Alle porte del borgo, una piccola baita in legno ospita Il Castoro, dove vanno in tavola soprattutto specialità al tartufo: crostini tartufati, norcinerie, prosciutto di cinghiale, strangozzi alla preciana, tagliata di chianina con porcini, cinghiale alla cacciatora, scamorza con porcini e tartufo, il tutto con vino genuino della casa. A quasi 1000 metri di quota si incontra il Castello di Campi Vecchio, il cui impianto urbanistico si sviluppa su tre livelli.
Simona Cirillo per Expo Umbria
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