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Itinerario naturalistico a Terni
Sezione: Itinerari turistici | 3 marzo 2010 scritto da nando
Terni è una delle città più visitate dell’Umbria perché è in grado di offrire numerose possibilità di svago e divertimento ai numerosi turisti che la visitano ogni anno: alla Terni dello shopping e dei negozi alla moda, si affianca la Terni storica con i suoi numerosi edifici e monumenti che ne ripercorrono la storia. C’è, poi, la Terni del divertimento e della frizzante vita notturna che si anima nelle discoteche, nei locali e nei bar della città. C’è, infine, la Terni naturalistica, con le sue bellissime architetture naturali, i suoi parchi e le sue riserve all’interno delle quali si può aver modo di conoscere e di stare a stretto contatto con la flora e la fauna locale. Le aree naturali da visitare sono molte, soprattutto se ci si sposta dalla città vera e propria verso le zone più collinari.
Alle spalle di Terni, in particolare, s’innalzano i monti Martani, che rappresentano i luoghi ideali per una breve gita in montagna a contatto con la natura. A questo massiccio appartengono diversi monti: monte Martano, monte Forzano, “Capoccia Pelata”, monte Torricella, “Cima Panco” e monte Torre Maggiore. Quest’ultimo, il più alto, raggiunge un’altezza di 1.121 m s.l.m. ed è caratteristico per la sua cima non molto ripida e coperta di prati ed alberi. Attraversando Cesi un piccolo centro abitato, è possibile giungere ai resti di un antico tempio risalente al V secolo a.C. noto con la denominazione di “Ara Major”. Vicino il tempio sono state rinvenute anche piccole statue in bronzo che raffiguravano guerrieri e pastori. Particolarmente indicati a chi vuole trascorrere momenti piacevoli lontano dalla città e dal traffico, i monti Martani sono ricchi di foreste e boschi, grotte e doline naturali nate nell’arco di migliaia di anni grazie alla forza erosiva delle acque. Una delle grotte più famose, in particolare, è la Voragine di Pozzale, sita nel comune di Spoleto, larga 30 m e profonda 20.
La provincia di Terni è attraversata anche da importanti corsi d’acqua, luoghi ideali per fare pic-nic o per cercare ombra nei caldi mesi estivi. Il torrente Serra, ad esempio, è uno di questi: esso nasce a un’altezza di circa 600 m s.l.m. presso Madonna di Panico e scorre nella vallata di Valserra, a cui da’ il nome. L’intera Valserra è ricca di strettoie e canaloni molto frequentati dagli appassionati di canyoning. Le acque di questo torrente alimentano quelle del più grande fiume Nera che attraversa l’Umbria e alimenta, a sua volta, le acque del Tevere. In particolare, il fiume Nera entra in Umbria presso Valnerina, anch’essa ricca di grotte visitabili con l’aiuto di guide speleologiche esperte. Per gran parte del suo corso il Nera attraversa aree verdeggianti quasi totalmente incontaminate, luoghi ideali per rigenerare il corpo e lo spirito. Al suo ingresso nella Provincia di Terni, il fiume Nera diventa Parco fluviale, quindi, area protetta. Le autorità addette alla tutela di quest’area sono attualmente impegnate nella realizzazione di progetti che mirano a rivalutare il territorio creando interessanti itinerari naturalistici e recuperando i siti archeologici della zona.

Parco fluviale del Tevere
Il Parco fluviale del Nera non è l’unico della provincia di Terni. Altra importante area protetta è il Parco fluviale del Tevere, sotto la tutela del WWF dal 1990. Anche in questa zona è possibile visitare interessanti aree archeologiche, in particolare presso i comuni di Orvieto e Baschi. La flora e la fauna tipiche del Parco fluviale del Tevere sono quelle comuni alle aree umide e fluviali. La vegetazione, infatti, è costituita prevalentemente da pioppi, lecci e soprattutto salici. Per quanto riguarda la fauna, all’interno del Parco si possono ammirare rari esemplari di falco pescatore, aironi, cigni, cormorani e poiane. La tipica fauna ittica, invece, è costituita da carpe, numerosi esemplari di pesce persico e lucci. La particolare ricchezza di vegetazione e di animali contribuisce a rendere quest’area una delle più interessanti dal punto di vista naturalistico e una delle più belle. Man mano che si sale verso la montagna, infatti, si può avere la fortuna di incontrare daini e caprioli. Dal punto di vista speleologico, l’area del Parco fluviale del Tevere è famosa anche per le sue grotte e, in particolare, per la grotta di Piana e di Santa Romana, site presso la Roccaccia. La principale di queste grotte, quella di Santa Romana, è nota per essere la più grande grotta di travertino in Italia.
Fiore all’occhiello dell’intero panorama naturalistico, però, è la bellissima cascata delle Marmore, le cui acque sono, ancora oggi, un’importante fonte di energia. Le sue acque, alimentate principalmente da quelle del fiume Nera, confluiscono nel lago Piedilugo, famoso per essere la sede del Centro Nazionale Remiero. Nell’antichità sia la cascata delle Marmore, sia il lago Piedilugo erano tappe quasi obbligatorie per tutti i viaggiatori che si recavano a Roma. Alcuni dei visitatori illustri, infatti, furono Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Gioacchino Belli, Lord Byron.
Valentina Coppola
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