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Le chiese di Spoleto
Sezione: Itinerari turistici | 8 giugno 2010 scritto da nando
Spoleto è una delle città più note e visitate dell’Umbria, soprattutto nel periodo dell’appuntamento annuale con lo Spoleto Film Festival. Ricca di riferimenti culturali e storici, Spoleto è l’ideale per tutti quei visitatori che desiderano visitare una città piena di vita e di movimento.
Oltre ai diversi itinerari proposti, è possibile visitare le sue numerose chiese, luoghi ideali per chi ha bisogno di ritrovare se stesso e la propria spiritualità o anche per tutti coloro che sono interessati ad approfondirne l’aspetto artistico – architettonico.
Una delle chiese più importanti dal punto di vista storico e artistico, è sicuramente la basilica di San Salvatore. Situata fuori dalle mura cittadine, all’interno del cimitero, questa chiesa è una delle più antiche della città: fu infatti costruita nel corso del IV – V secolo e dedicata inizialmente a San Concordio. Il nome attuale, in particolare, le fu attribuito nel corso del VIII secolo, periodo in cui l’edificio fu sottoposto ad un profondo restauro che comportò la scomparsa della maggior parte dei caratteri architettonici originari. Anche nel corso dei secoli successivi, la chiesa fu sottoposta a numerosi altri risanamenti: il suo aspetto attuale risale, in particolare, all’ultimo restauro, avvenuto durante il secolo scorso e volto principalmente all’eliminazione delle alterazioni architettoniche e stilistiche precedenti. Alcuni resti della struttura originaria sono visibili ancora oggi soprattutto nella facciata principale e nel presbiterio interno, dotato di abside semicircolare. Nella facciata principale, in particolare, si aprono i tre ingressi, il centrale di dimensioni maggiori rispetto ai due laterali. In alto, invece, la facciata è alleggerita da tre finestre le cui decorazioni sono state motivo d’ispirazione per numerose altre vetrate a Spoleto. All’interno, la chiesa è divisa in tre navate, una centrale e due laterali, limitate da colonne realizzate in stile corinzio e dotate di trabeazione dorica: si ritiene che le colonne provengano da un precedente tempio d’origine romana. In fondo, un bellissimo arco trionfale, dotato anch’esso di colonne in stile corinzio, segna l’accesso al presbiterio, che termina in alto con quattro colonne angolari che sorreggono la cupola. L’abside, invece, è abbellita da numerosi affreschi realizzati nel corso del Quattrocento, da una Crocifissione risalente al Cinquecento e da una bellissima croce risalente ai IX secolo. Nonostante i numerosi restauri, questa chiesa resta, comunque, uno dei maggiori esempi, presenti in Italia, dello stile architettonico longobardo.
All’interno del Palazzo Vescovile di Spoleto, sorge un altro interessante edificio religioso: la chiesa di Sant’Eufemia. La sua costruzione risale ai primi anni del XII secolo e ad oggi essa rappresenta uno dei più interessanti esempi dello stile architettonico romanico spoletino. All’esterno, la facciata principale è divisa in due livelli: nella parte inferiore si apre il portale d’ingresso a rincasso, mentre in alto risaltano i diversi archetti che sembrano incorniciare le due aperture centrali. L’interno della chiesa, invece, è a forma basilicale, con tre navate divise da una serie di colonne e pilastri, provenienti da altri edifici. Uno dei pilastri, in particolare, è abbellito da numerose decorazioni realizzate probabilmente tra l’VIII e il IX secolo. Anche le pareti interne sono ornate da numerosi affreschi antichi. La chiesa è dotata, inoltre, di due rari matronei laterali, collegati tra loro da un nartece, mentre l’altare maggiore è abbellito da un particolarissimo paliotto in marmo risalente al Duecento.

Sant'Ansano
In prossimità dell’Arco di Druso, poi, s’innalza il complesso di Sant’Ansano costituito da un piccolo tempio romano dedicato a Giove, dalla Cripta di Sant’Isacco e dalla chiesa di Sant’Ansano. La chiesa, in particolare, fu realizzata intorno al 1143 circa sui resti di un precedente edificio religioso risalente ai VII secolo. Il chiostro a due ordini, invece, fu realizzato successivamente durante il 1500. Verso la fine del Settecento, però, entrambi furono sottoposti a profondi restauri e successivi lavori di risanamento furono realizzati negli anni a seguire. All’interno, la chiesa è abbellita da numerosi affreschi come, ad esempio, la Madonna col Bambino realizzata dallo Spagna. Nella parte sottostante si apre la Cripta di Sant’Isacco, realizzata tra l’XI e il XII secolo e organizzata in tre piccole navate. Sulle pareti della cripta sono visibili i numerosi affreschi, risalenti al 1200, che ripercorrono le tappe principali della vita del Santo. Il tempietto romano, situato anch’esso sotto la chiesa, risale al I secolo d.C.

Chiesa di San Filippo Neri
La chiesa di San Filippo Neri, in pieno centro storico di Spoleto, è, invece, uno dei principali esempi in città dello stile barocco. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1640 e terminarono dopo circa trent’anni. Il progetto fu affidato a Loreto Scelli, un architetto locale. All’esterno, sulla bellissima facciata completamente in travertino, risalta il timpano e le diverse aperture con lesene. L’interno, invece, è a tre navate dotate di cappelle laterali. Al centro si apre il transetto, che termina in alto nell’imponente cupola. Tra i numerosi altari, risalta l’altare maggiore, realizzato nel corso dell’Ottocento e abbellito da un dipinto del Reni.
Valentina Coppola
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