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Paesaggi e buona tavola fra Todi e Orvieto
Sezione: Itinerari turistici, Ristoranti e locali | 27 ottobre 2008 scritto da nando
A sudovest di Orvieto, un paesaggio fuori dal tempo caratterizza la fascia collinare che costeggia, arrivando a superare gli 800 metri, il parco Fluviale del Tevere. A Fiore vi è un bed e breakfast speciale: il Castello di Belforte, ricavato da Patrizia Dominici all’interno di una fortezza del 1400 di proprietà della famiglia. Le tre camere sono misurate, ma la posizione è da mozzare il fiato. Poco prima di Melezzole, proseguendo nell’interno, non lontano dalla Foresta Fossile di Dunarobba, sorge dal 1990, in un castello del XIV secolo fortemente rielaborato, l’Health Center di Marc Messegué. Al centro benessere si viene per dimagrire, rimettersi in forma, disintossicarsi o sperimentare la day- light formula: la dieta di mantenimento che prevede un giorno alla settimana di regime e altri liberi. A disposizione degli ospiti ha ventinove camere con accesso diretto al cuore della remise en forme: il reparto tisaneria, massaggi, fitoterapia, in una cornice di sola natura. Cambia il clima alla Tenuta dei Ciclamini, poco lontano, il relais del Centro Europeo Toscolano. È qui che Mogol, il famoso paroliere di Battisti, ha scelto di vivere, in piena wilderness lontano da antenne e linee elettriche ad alta tensione. Da un borgo agricolo sulla sommità di una collina, ha ricavato una cittadella ben strutturata con camere, appartamenti, sala registrazione, teatro, scuola di musica, palestra e maneggio aperta soltanto agli ospiti della scuola. L’itinerario può proseguire attraverso castagneti spettacolari in direzione di Civitella del lago, stupendo borgo di pietra con un Museo dell’Ovo Pinto che raccoglie le uova pasquali, un belvedere che si affaccia sul Lago di Corbara e nulla più.

Riguadagnata la statale 448 lungolago in direzione di Orvieto , al chilometro 6,6 in località Cannitello, prima di Baschi, si trova, ben protetto da una cancellata che si apre solo se si è attesi, il tempio del gusto di Gianfranco Vissani.
Negli eleganti locali che si affacciano sul Lago di Corbara, il celebre chef propone la sua cucina di ricerca. Nelle campagne fuori Orvieto, in uno dei territori più nominati di tutta l’Umbria, ci sono tre indirizzi di charme che valgono la segnalazione. Da Orvieto Scalo s’imbocca la strada per Porano – Bagnoregio e si arriva alla Badia di Orvieto, albergo che dispone 21 camere e 7 suite ricavato nel complesso abbaziale dei Santi Severo e Martirio, della fine del VI secolo.
Seguendo invece la statale 71 che da Orvieto porta a Bolsena – Montefiascone, dopo 9 chilometri si incontra un indirizzo più modesto ma nel suo genere molto valido, la Locanda Rosati. Si tratta di un vecchio casale ottocentesco, riconvertito nel 1996 dai fratelli Gianpiero e Alba Rosati. La cucina utilizza i prodotti dell’orto e gli animali di bassa corte allevati sul posto. Sotto le volticelle del ristorante, vi è anche un angolo di degustazione e vendita dei prodotti tipici. Di diverso stile la Locanda Palazzone, raggiungibile da Sferra Cavallo in direzione di Castelbiscardo. La dimora duecentesca del cardinale Teodorico di Ranieri è passata nei secoli, prima alla Curia poi alla fabbrica del Duomo di Orvieto. Dal 1969 appartiene a Ludovico e Patrizia Dubini che l’hanno trasformata in un amaison d’hotes con vigne e cantina per la vendita del Muffato e dell’Orvieto Classico Doc Campo del Guardiano.
Simona Cirillo per Expo Umbria
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