« Hotels a Norcia | Home | L’Umbria jazz omaggia Django »
Palazzi e luoghi d’interesse a Narni
Sezione: Itinerari turistici | 23 giugno 2010 scritto da nando
Uno dei palazzi più importanti della città di Narni dal punto di vista storico – politico, è il Palazzo dei Priori, sito nell’omonima piazza e realizzato intorno al 1275 ad opera del Gattapone sui resti dell’antico Foro di epoca romana. Ciò che attrae di più di questo maestoso palazzo è soprattutto il bellissimo ed elegante loggiato dei Priori, un porticato formato da un unico pilastro centrale che sorregge una serie di volte a crociera. Nella parte destra del loggiato dei Priori s’innalza la torre campanaria, affiancata dalla loggia del Banditore.
Frontalmente al palazzo dei Priori, poi, c’è il Palazzo Comunale di Narni, chiamato anche Palazzo del Podestà o Palazzo del Vicario. Realizzato intorno al XIII secolo unendo i resti di tre altri palazzi storici (Palazzo Oddone, Palazzo Simbaldi e Palazzo Omodei), nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi di restaurazione. Oggi, in particolare, è la sede del Municipio cittadino ma contiene anche, nel bellissimo atrio d’ingresso, alcuni reperti importanti come, ad esempio, un pozzo risalente al 1400, alcune misure antiche e un monumento funebre di epoca romana. Nell’atrio, inoltre, si possono ammirare anche una serie di altri interessanti reperti, riportati alla luce nei siti archeologici locali. Esternamente si vedono le finestre quadrate del piano nobile risalenti al XV secolo e alcune statue raffiguranti animali. Sulla facciata principale, in passato, erano visibili anche gli stemmi dei podestà, dei cardinali e dei governatori che vi abitarono: oggi, invece, restano visibili soltanto alcune epigrafi in marmo. Il portale d’ingresso, bugnato e di epoca rinascimentale, conduce alla parte interna del palazzo. Dall’atrio interno di accede al livello superiore attraverso una gradinata che conduce all’atrio della Sala consiliare, interamente decorata con affreschi e disegni che riproducono lo stemma cittadino e i castelli che facevano parte del territorio comunale prima dell’Unità d’Italia.
Altro interessante palazzo storico è Palazzo Eroli, sede oggi della Pinacoteca, dell’Archivio e della Biblioteca di Narni. Esso fu realizzato tra il Seicento e il Settecento e fino al 1984 fu proprietà dell’omonima famiglia nobile di Narni. Tra le opere più interessanti conservate all’interno della pinacoteca, in particolare, risaltano: la Pala d’altare realizzata dal Ghirlandaio nel 1486 e raffigurante l’incoronazione di Maria; il dipinto intitolato “Stimmate di San Francesco” e realizzato dallo Spagna; l’ “Annunciazione” di Benozzo Gozzoli; uno stendardo in legno, risalente agli inizi del 1400 circa e realizzato ad opera del Maestro di Narni, e contenente alcune raffigurazioni della Vergine.
Un altro interessante edificio storico cittadino è il Teatro comunale, realizzato nel corso del XIX secolo su progetto dell’architetto Santini,. La pianta del teatro è a forma di ferro di cavallo ed è composta ad una platea da 160 posti, un loggione e da tre ordini di palchi. Ai palchi, in particolare, si accede percorrendo due scalinate simmetriche che partono dai lati della platea. In origine, la capienza del teatro raggiungeva i 500 posti, ma oggi, in seguito a ristrutturazioni e per motivi di sicurezza essa è stata ridotta. Le decorazioni interne sono riconducibili ai pittori G. Altobelli e G. Traversari: il primo, in particolare, realizzò il sipario sul quale era raffigurato il Gattamelata, mentre il secondo si occupò dell’abbellimento della cupola che sovrasta la platea. Originariamente l’illuminazione era assicurata da un imponente lampadario che di volta in volta veniva abbassato e innalzato per accendere e per spegnere le candele, successivamente sostituite da lampadine elettriche. L’inaugurazione del teatro avvenne il 3 maggio del 1856 e per l’occasione fu messa in scena la “Traviata” di Giuseppe Verdi che ottenne molto successo. Nonostante un primo periodo di successi e fama, nel corso del tempo il teatro subì una progressiva decadenza tanto che negli anni ’70 fu dichiarato inagibile e chiuso. I lavori di restauro furono iniziati pochi anni dopo e furono affidati all’architetto Contavalli.

Ponte di Augusto
In città sono presenti anche alcuni interessanti resti di epoca romana costituiti principalmente da poni. Il Ponte di Augusto, fatto realizzare nel 27 a.C. circa dall’Imperatore Augusto, in particolare, fu utilizzato per attraversare le acque del fiume Nera. Ciò che resta oggi del ponte sono soltanto pochi elementi: intorno all’anno mille, infatti fu gravemente danneggiato da un terremoto e da un’alluvione. Sono ben visibili i blocchi in travertino che costituiscono la struttura dei pilastri e dell’arcata: essi sono posizionati a testa e a taglio secondo la tradizione edilizia tipica dell’antica Roma. Raffigurato in numerosi dipinti realizzati da viaggiatori e artisti, la sua struttura originaria doveva contenere circa tre o quattro arcate; oggi, invece, restano visibili solo la prima arcata, alta 30 m, e i resti di due pilastri. La sua lunghezza, invece, doveva essere di circa 160 m: la struttura, quindi, si sviluppava prevalentemente in altezza.
L’altro ponte di epoca romana è il ponte Cardona, realizzato anch’esso in epoca augustea come acquedotto. È formato da un arco a tutto sesto molto alto e da una struttura in opera quadrata.
Valentina Coppola
Commenti
Devi effettuare il login per inserire un commento.
Loading ...











