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Ponti, archi e palazzi di Spoleto

Sezione: Itinerari turistici | 9 giugno 2010 scritto da nando

Ricca d’importanza storica e culturale, Spoleto offre ai suoi visitatori numerosi itinerari interessanti che si snodano tra le vie cittadine.

Ponti

Ponte sanguinario

Ponte sanguinario

Percorrendo le vie di Spoleto, non si può far a meno di notare i suoi ponti: strutture imponenti che collegano o collegavano alcuni punti della città. Il più antico è il Ponte sanguinario, realizzato in epoca romana per collegare le sponde del vecchio torrente Tessino. Si ritiene, in particolare, che la sua costruzione risalga al I secolo e che esso sia stato realizzato per volere dell’imperatore Augusto, al fine di migliorare la percorribilità della via Flaminia. Il suo strano nome potrebbe essere in relazione con qualche evento tragico avvenuto in passato oppure potrebbe derivare dal termine latino italianizzato Sandalapuis, dal nome di una porta dell’Anfiteatro vicino. La struttura dell’arco è imponente: le tre arcate in travertino che lo costituiscono, raggiungono la lunghezza di 24 metri (senza contare l’arcata ancora interrata) e sono larghe quasi 4 metri e mezzo. L’altezza è ugualmente impressionante: poco più di 8 metri. Numerosi documenti testimoniano l’uso di questo antico ponte ancora verso la fine del 1200, anche se le acque del torrente sottostante in quel periodo iniziavano già a spostarsi. Quando il torrente modificò definitivamente il suo corso, il ponte cadde in disuso. Nel 1817 circa, poi, fu riscoperto, restaurato e utilizzato come collegamento verso la Porta Leonina. Per visitare il ponte, in particolare, bisogna scendere la scalinata situata in piazza della Vittoria.
Un altro ponte di grande effetto è il Ponte delle Torri, realizzato su resti precedenti, probabilmente verso gli ultimi anni del XII secolo, al fine di collegare Monteluco e colle Sant’Elia. Le dieci arcate che lo compongono raggiungono un’altezza di circa 82 metri e la lunghezza totale di 236 metri circa. Nella parte percorribile del ponte è situato anche un lungo canale che trasporta l’acqua verso la città, dove è tutt’ora utilizzata dai cittadini per uso domestico e per l’irrigazione dei campi.

Archi

Gli archi fanno parte sicuramente delle costruzioni più antiche di Spoleto e i più importanti sono l’arco di Monterone e l’arco di Druso.
L’arco di Monterone, in particolare, s’innalza sull’omonima strada e fu realizzato tra il III e il II secolo a.C. Orientato a sud, per molti secoli esso ha rappresentato una delle principali vie d’ingresso in città, insieme a Porta Ponziana, Porta Fuga e Porta San Lorenzo. Nonostante la sua origine antica, l’arco di Monterone è pervenuto sino a noi abbastanza integro: sono ben visibili, infatti i 21 conci radiali, realizzati in travertino e roccia calcarea, che formano l’arco a tutto sesto, e gli stipiti, in parte inglobati nelle costruzioni adiacenti. Sicuramente la sua altezza, in passato, era maggiore rispetto a quella attuale: gli studiosi, infatti, ritengono che per 1/3 della sua altezza (poco più di 2 metri dal manto stradale), l’arco sia ancora interrato.

 

L'antico arco di Druso

L'antico arco di Druso

L’arco di Druso, invece, è visibile all’interno della via omonima, in prossimità della chiesa di Sant’Ansano. Esso fu realizzato in onore di Druso e Germanico, figli dell’imperatore Tiberio, nel corso del 23 d.C. e la sua costruzione fu voluta dal Senato dell’epoca. Originariamente, quest’arco era situato sulla via Flaminia e segnava l’ingresso nel Foro di Spoleto, l’attuale piazza del Mercato. Come il precedente, anche quest’arco è parzialmente interrato ma nonostante ciò la sua altezza, nel punto più alto, supera di poco i 6 metri. La sua struttura è semplice: è composto, infatti, da una serie di blocchi in travertino privi di decorazioni o ornamenti particolari. Le decorazioni visibili ancora oggi, molte delle quali danneggiate dal tempo, si concentrano soprattutto nei capitelli in stile corinzio, nelle modanature situate nella parte esterna dell’arco e nelle lesene ad angolo.

Palazzi

Spoleto è ricca anche di palazzi storici, luoghi imponenti e maestosi che un tempo erano il centro della vita politica, amministrativa e sociale della città.
Uno di questi è il palazzo della Signoria, visibile ancora oggi all’interno dell’omonima piazza. La sua costruzione, che sembra risalire ai primi anni del 1300, rimase incompiuta: la mancanza di decorazioni e le grandi arcate che si aprono nella parte frontale del palazzo, sembrano rendere l’intera costruzione molto severa. All’interno sono visibili alcune delle sale più importanti come, ad esempio, la Sala degli Armigieri, utilizzata oggi come spazio espositivo, e la sala al primo piano che fino a poco tempo fa ospitava il Museo civico.
Altro interessante edificio storico è il palazzo Collicola, realizzato nella prima metà del 1700. Al suo interno furono ospitati numerosi ospiti importanti, come ad esempio Carlo di Borbone e Carlo Emanuele IV. Oggi, invece, vi trova sede la Galleria civica d’arte moderna. All’esterno, in particolare, la struttura  è alleggerita da tre ordini di finestre, uno per ogni piano. Internamente, invece, oltre ai dipinti appartenenti alla galleria, sono da ammirare i numerosi dipinti e affreschi che abbelliscono le diverse sale, alcuni dei quali risalenti al Settecento.

 

Valentina Coppola

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