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Gubbio

Sezione: Varie dall'Umbria | 18 febbraio 2009 scritto da nando

Gubbio sorge isolata in un bacino intermontano a m. 522 s.l.m. collegato ad ovest con la  Val  Tiberina e ad est con la conca di Gualdo Tadino, la posizione alle piagge del monte Ingino ricorda quella di Assisi ma il monte Ingino sale più ripido del Subasio e la città sembra quasi scolpita nei blocchi di calcare. Si caratterizza per un clima temperato con una temperatura media di 13°C.

Gubbio distendendosi su un territorio di 525 chilometri quadri è popolato da quasi 32760 abitanti.

Veduta aerea di Gubbio

Veduta aerea di Gubbio (si ringrazia www.eugubini.it da cui la foto è tratta)

Il comune è costituito da ventisette frazioni: Belvedere, Biscina, Branca, Burano, Camporeggiano, Carbonesca, Casamorcia-Raggio, Cipolleto, Colonnata, Colpalombo, Ferratelle, Loreto, Mocaiana, Monteleto, Monteluiano, Nogna, Padule, Ponte d’Assi, Raggio,San Benedetto Vecchio, San Marco, San Martino in Colle, Santa Cristina, Scritto, Semonte, Spada, Torre Calzolari.

La zona si caratterizza per un’economia prevalentemente agricola e industriale, con contraddizioni causate da aree forti di pianura e aree deboli alto collinari. Si registra una scarsa presenza dei settori extra agricoli e una consistente emigrazione verso .a regione marchigiana.

CENNI STORICI

Antica capitale degli Umbri da questi fu fondata alla sommità del monte Ingino e sul vicino monte Calvo all’inizio del primo millennio a. Cristo. La città conserva con le celeberrime Tavole un monumento epigrafico di eccezionale valore inciso in lingua umbra tra il I e il II sec. a. Cristo . Il primitivo insediamento è poi scivolato lungo le pendici del monte Ingino.  La penetrazione romana risale alla fine del I sec. dopo  Cristo .

La città  subì una contrazione durante le invasioni barbariche, si affermò come città stato  sotto la reggenza vescovile di Ubaldo Baldassini (1130-60) che  ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia della città. ( la corsa dei Ceri).

A partire della metà del XIII secolo si comincia ad integrare l’insediamento montano con quello sottostante.

Nel 1384 la città passa ai Montefeltro di Urbino  che costruiscono il Palazzo Ducale sull’area del palazzo del Comune dando un nuovo spazio rinascimentale a Gubbio.

Nel 1508 ai Montefeltro si sostituiscono i Della  Rovere sotto i quali la città decade.

Successivamente è inserito nel Ducato di Urbino, di Gubbio e poi nello Stato Pontificio aggravandosi l’isolamento della città.

Dagli inizi dell’ottocento si è avviata una lenta campagna di restauro del tessuto medievale che ha avuto il suo culmine nel 1960 con la così detta Carta di  Gubbio che ha voluto attirare l’attenzione sul restauro funzionale delle aree storiche.

Oggi Gubbio presenta attività artigianali (ferro battuto, liuteria…) nel centro storico che testimoniano il legame forte della popolazione con il suo passato vissuto con un forte spirito comunitario.

Procediamo quindi con un percorso di visita della città e la presentazione delle principali manifestazioni e tradizioni.

Basilica di Sant’Ubaldo

E’ raggiungibile tramite la funivia che parte da Porta Romana, altrimenti seguendo la strada o il percorso ripido che ogni anno affrontano i ceraioli. Si trova a 827m s.l.m. Venne edificata su una preesistente pieve medievale e ha subito nel corso del tempo vari rimaneggiamenti. Dalla Basilica si può salire alla sommità del monte Ingino dove si trovano i resti delle due rocche di Gubbio, e dove sono stati rinvenuti resti dell’età del bronzo.

Piazza Quaranta Martiri

E’ dedicata alle vittime eugubine uccise dalle truppe germaniche nel 1944. Attualmente è attrezzato a parcheggio e parte a giardino ,offre una eccezionale visuale sulla città alta.

S. Francesco

Occupa il lato meridionale la chiesa dedicata a S: Francesco eretta entro il 1255 nella proprietà degli Spadalonga che avrebbero accolto S. Francesco dopo che aveva abbandonato la casa paterna di Assisi.

La chiesa ha una facciata incompiuta ornata da un portale gotico.

Ospedale di S: Maria della Misericordia

Si trova sul lato opposto alla chiesa di S. Francesco e si tratta di un complesso trecentesco costruito dalla confraternita della Beata Vergine Maria.

L’edificio è preceduto da un portico e sormontato da un loggiato aggiunto nel seicento.

S. Giovanni Battista

Sorge sul sito dell’antica cattedrale di S. Marino in via della Repubblica.

Si tratta di una costruzione eretta a cavallo tra il XIII e il XIV sec. con una facciata gotica e una robusta torre campanaria romanica.

Via Baldassini

Al termine di via della Repubblica sulla sinistra si incontra via Baldassini dove sorge la casa nella quale la tradizione vuole sia nato (nel 1084) il vescovo e santo Ubaldo Baldassini patrono della città.

Largo del Bargello

Da via Baldassini per una breve salita si accede alla piazzetta che prende nome dall’elegante palazzo detto del Bargello, costruito nel 1302. Di fronte si trova la fontana dei Matti, cinquecentesca ma rifatta alla fine del 1800. Secondo la tradizione, fare tre giri intorno alla vasca equivale ad acquisire la patente di matto.

Via dei Consoli

Si tratta della via più caratteristica della città in cui si possono ammirare costruzioni tipiche dell’architettura eugubina tardo medievale, rilevabile nelle larghe aperture dei fondi sulla strada affiancate dalla più piccola porta del morto. La via conduce alla piazza principale, Piazza Grande.

Piazza Grande

Questa è una piazza artificiale, la cui costruzione viene decisa nel 1321 con importanti lavori di sostegno allo spazio pensile dove si affacciano i diversi edifici. L’unico palazzo portato a termine è il palazzo dei Consoli. Infatti, con l’avvento della signoria dei Gabrielli si interrompono i lavori e le sostruzioni verranno completate solo nel 1482.

Palazzo dei Consoli

E’ il simbolo di Gubbio, presente in tutti i panorami. Già da lontano avvicinandosi alla città si stacca dai tetti perché collocato al centro del paese. Con un impianto rettangolare è una delle maggiori architetture civili italiane. Fu costruito tra il 1332 e il 1349. Un’iscrizione presente sul portale attribuisce l’opera ad Angelo da Orvieto con il contributo del Gattapone. Nell’angolo sinistro si erge una torre merlata, mentre gli altri lati del palazzo ripetono le forme della facciata. E’ molto caratteristica la scala a ventaglio che sale al gotico portale. Al piano terreno del palazzo ha sede il museo civico e al primo piano la pinacoteca.

Tavole eugubine

Trovate nel 1444 nei pressi di Scheggia, sono custodite all’interno del palazzo dei Consoli nella ex Cappella. Si tratta di sette lastre di bronzo di dimensioni diverse scritte alcune in un alfabeto umbro derivate dall’etrusco, altre in alfabeto latino. Si riferiscono a cerimonie religiose della comunità iguvina, e sarebbero state incise in parte nel secondo secolo avanti Cristo, in parte tra la fine del secondo e gli inizi del primo. Si tratta di un documento epigrafico di eccezionale importanza per la lingua umbra e hanno avuto nel tempo una straordinaria bibliografia.

Palazzo Pretorio

Si trova di fronte al palazzo dei consoli ed è rimasto incompiuto. Appartenente all’architettura gotica, rimaneggiato in varie fasi, attualmente è la sede municipale.

Cattedrale

Dedicata ai Santi Giacomo e Mariano fu terminata nel 1229 e ampliata più tardi. Nella facciata si apre un portale ogivale preceduto da una scalinata. L’interno è costituito da un’unica navata, illuminata da una grande vetrata di straordinario effetto per i dieci grandi archi trasversali che sostengono il tetto secondo il modello tipico delle chiese eugubine. Sia nella parte destra che nella parere sinistra che in quella destra si possono ammirare affreschi di pregevole interesse appartenenti ad epoche diverse.

Palazzo Ducale

E’ stato fatto erigere da Federico da Montefeltro nel 1480. Il complesso ha trasformato in forma rinascimentale gli edifici pubblici medievali preesistenti. Gli eredi di Federico continuarono ad ampliarlo con la foresteria e il giardino pensile. Tipico modello del rinascimento in Gubbio si è anche avvalso dell’opera dell’eugubino Bernardino di Nanni. Attualmente è di proprietà statale e vi è stato istituito un museo.

LA CORSA DEI CERI

E’ una festa di origine antica che si festeggia il 15 maggio e coinvolge tutta la popolazione

Ci sono 3 Ceri (macchine di legno alte circa 4 metri costituite da due prismi ottagonali unite internamente da un albero centrale) che  vengono portati ognuno dal gruppo di riferimento legati al Santo Ubaldo(muratori e scalpellini), a San Giorgio (artigiani e mercanti), Sant’Antonio abate  (contadini e poi anche gli studenti ).

La corsa consiste nel portare i Ceri dal centro cittadino alla Basilica di S. Ubaldo sul monte Ingino.Il Cero di S. Ubaldo è sempre in testa e il compito degli altri è quello di riuscire ad entrare nella basilica del Santo prima che vengano chiuse le porte. E’ un momento di partecipazione di tutta la comunità eugubina, preparato durante l’intero anno, a cui, chi vive altrove, fa di tutto per tornare ed assistervi. E’ una festa capace di catalizzare la partecipazione di tutti i presenti, turisti compresi, che accorrono numerosi in questa occasione. A mezzogiorno nella piazza della Signoria c’è l’alzata dei ceri: si spalanca d’un tratto il palazzo dei Priori e i ceraioli si precipitano fuori portando i Ceri ancora in posizione orizzontale. Il capo dei ceraioli rovescia sopra il cero l’acqua di una bocca che poi lancia lontano, chi si trova nei pressi si getta nella mischia a raccogliere i cocci considerati portafortuna.

Veduta di Gubbio

Veduta di Gubbio

Successivamente i ceri si alzano lenti e tutti insieme, la folla si esalta di fronte alla forza e all’equilibrio dimostrato dai ceraioli. Comincia così la mostra dei ceri lungo tutta la città secondo un itinerario prestabilito. Alle 18 parte la corsa finale. L’unico vero elemento di competizione tra i ceraioli consiste nel fatto che i portatori di Santo Ubaldo cercano di distanziare gli altri lasciandoli fuori del santuario, mentre loro fanno da soli 3 giri intorno al pozzo del chiostro. In conclusione tutti vi entrano e le macchine vengono lasciate dentro la chiesa appoggiate alle pareti dove rimango per il resto dell’anno. Si torna a Gubbio al lume delle torce e si passa la sera nelle taverne aperte per l’occasione. Nelle domeniche successive si tiene la corsa dei ceri mezzani e dei ceri piccoli, dedicata rispettivamente agli adolescenti e ai bambini per “iniziarli” al loro futuro ruolo di ceraioli di cui non potranno a fare a meno.

I Ceri sono stati scelti dalla regione a simbolo dell’Umbria.

Momento della corsa dei ceri

Momento della corsa dei ceri

Timoteo Carpita per Expo-Umbria

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