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Itinerario religioso a Narni

Sezione: Varie dall'Umbria | 20 giugno 2010 scritto da nando

Meta principale del turismo religioso a Narni sono le sue antiche chiese e i suoi santuari, luoghi che esprimono fede e spiritualità anche attraverso la loro bellezza.

La chiesa più importante dal punto di vista religioso è la cattedrale di San Giovenale, un imponente edificio realizzato intorno al XII secolo. La sua costruzione, in realtà, iniziò nel 1047 circa e, principalmente a causa di un’alluvione, fu interrotta per diversi anni. I lavori terminarono nel 1145 e nel corso degli anni la struttura originaria fu più volte rivista e modificata. Un altro importante restauro lo subì nel XIV secolo: in questo periodo, in particolare, fu aggiunta una navata alle tre già presenti e l’abside fu totalmente modificata. Gli ultimi interventi risalgono al 1400 circa, periodo in cui fu realizzato il portico esterno, e al 1642 anno di realizzazione della cripta situata sotto il presbiterio. All’interno, le navate sono divise da una serie di colonne, abbellite con capitelli ornati da foglie. Dalle colonne partono archi ribassati che conducono al transetto, dotato di tre arcate in corrispondenza delle navate. Alla navata di destra è affiancata la quarta navata contenente per lo più cappelle. Tra le bellezze che si possono ammirare all’interno di questa chiesa ci sono le statue, il mosaico e gli affreschi situati nell’Oratorio di San Cassio, la tavola di San Giovenale e la statua di Sant’Antonio Abate realizzate da Lorendo Vecchietta e il monumento funebre di Pietro Cesi. All’esterno, invece, la parete principale della chiesa è anticipata dal portico, all’interno del quale sono visibili i tre portali d’accesso. Il maggiore dei tre, in particolare, risale al 1200 circa ed è abbellito da una serie di ornamenti vegetali. Nella parte destra del portico, inoltre, è situata una piccola cappella contenente una fonte battesimale realizzata agli inizi del 1500. Al lato, è visibile un altro ingresso, anticipato da una piccola scalinata e abbellito da due leoni in pietra.
Particolarmente bella è anche la chiesa di Santa Maria Impensole, situata in pieno centro storico e realizzata in stile romanico. La sua costruzione, in particolare, risale ai 1175 e il suo nome è in relazione al fatto che è stata innalzata su un pendio. Realizzata sui resti di un precedente edificio di epoca romana, nella parte sottostante della chiesa sono visibili ancora oggi due cisterne risalenti al VIII secolo. Si ritiene, in particolare, che l’edificio più antico fosse un tempio dedicato al dio Bacco. All’interno, la chiesa è organizzata in tre navate: quella centrale, più alta rispetto alle laterali, è delimitata da colonne con archi ribassati e dotate di capitelli abbelliti con immagini allegoriche. In fondo è situata la piccola abside e l’altare in pietra, sostenuto da una serie di pilastri che sorreggono, tra l’altro una raffigurazione in pietra di Maria Assunta riconducibile al XVII secolo. La porta d’ingresso è particolarmente bella perché ornata con una serie di fregi a tema vegetale e faunistico. Sono riconoscibili, ad esempio, un pavone, un’aquila, un leone e un agnello. All’esterno, invece, è visibile il campanile realizzato a vela.

 

Chiesa di San Domenico

Chiesa di San Domenico

Un altro edificio religioso, ormai sconsacrato ma di particolare bellezza, è la chiesa di San Domenico. Realizzata nel corso del XII secolo sui resti di un tempio dedicato alla dea Minerva, per molti anni questa chiesa fu la cattedrale di Narni. Realizzata a tre navate, la sua struttura fu più volte rimaneggiata modificandone l’aspetto originario: tutt’ora è oggetto di restauri approfonditi per cercare di riportare alla luce le bellezze che ancora nasconde. Da notare, al suo interno, l’antico tabernacolo e l’affresco raffigurante la Madonna col Bambino.
A poca distanza da Narni, a 600 m circa s.l.m. è situato uno dei santuari francescani più importanti della zona: lo speco di San Francesco. Posto in prossimità delle grotte in cui san Francesco si recava a pregare, questo luogo è visitato annualmente da tantissimi turisti. È perfettamente visibile, in particolare, la spaccatura della roccia che il Santo aveva scelto come luogo di ritiro e anche la piccola nicchia in pietra con il letto in legno e il piccolo oratorio realizzato per lui dai monaci nel periodo in cui fu malato. All’interno dell’oratorio, in particolare, sono visibili alcuni affreschi che raffigurano il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino da parte del Santo. All’ingresso del santuario si trova anche una piccola chiesa, ad un’unica navata, realizzata tra le fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. All’interno della chiesa è visibile un crocifisso in legno risalente al Cinquecento e all’esterno si apre il chiostro che conduce alla cappella di San Silvestro, realizzata dai monaci benedettini intorno all’anno 1000 e caratterizzata da bellissimi affreschi che ornano le pareti. Nella parte posteriore dell’abside, in particolare, si trova il pozzo dal quale i monaci attinsero l’acqua che san Francesco tramutò in vino. Il chiostro conduce anche al refettorio di San Bernardino e, al livello superiore, al convento omonimo.

 

Valentina Coppola

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