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L’Arte in Umbria

Sezione: Varie dall'Umbria | 22 novembre 2007 scritto da nando

Benché preponderante nel panorama artistico umbro sia l’arte sacra, impregnata della straordinaria e mistica figura di San Francesco, che ha fatto della regione verde vera e propria terra di Santi, sono numerosissime testimonianze che affondano le proprie radici presso antichi popoli quali Umbri, Etruschi e Romani. Si tratta di documenti che riportano alla mente dell’osservatore suggestioni antiche, che si perdono nei meandri della Storia. Gli Etruschi, di cui conosciamo ancora poco in realtà, ci hanno lasciato numerosi documenti archeologici principalmente nelle località sulla riva destra del Tevere, soprattutto nei pressi di Orvieto e Perugia.  

Questa misteriosa civiltà ha lasciato numerose tracce, identificate in importanti presenze monumentali come le mura delle città (Spoleto e Amelia) e diversi centri fortificati. Altre tracce sono invece legate al culto dei morti, con eleganti produzioni di urne cinerarie in travertino, di statuette in bronzo e di arredi funerari e votivi.

Dalla costruzione della via Flaminia, prese le mosse un grandioso processo d’arricchimento di tutto il territorio, tanto che Augusto volle fare dell’Umbria la VI regione italica. La sua natura di terra di contatto fra Nord e Sud, fece dell’Umbria una terra economicamente ricca e dalla grande fioritura civile.

In tale temperie vennero rinnovati i vecchi centri e ne sorsero di nuovi, tutti con un solido impianto urbanistico, teatri, ville, fori, templi. Tali costruzioni venivano adornati con sculture e mosaici non certo mancanti di rilevanti tratti artistici locali.

Il Tempietto di Clitumno rappresenta un vero e proprio anello di congiunzione tra arte romana e medievale. Il Tempietto venne edificato dai Longobardi con materiale di spolio proveniente da diverse costruzioni precedenti. Altro mirabile esempio di tale congiunzione è anche la Basilica di San Salvatore a Spoleto. Tali opere sono datate a cavallo tra l’epoca romana e l’alto medioevo.

Edifici ecclesiastici, marmi, mosaici e opere pittoriche di matrice cristiana sono disseminati in tutto il territorio.

Il XII secolo vide fiorire in tutta l’Umbria l’architettura romanica, chiaramente ispirata all’arte della vicina Roma.

I primi influssi di arte gotica in questa regione risalgono invece ai primi del XIII secolo, proponendosi principalmente a completamento di costruzioni già impostate in stile romanico. Mirabili esempi di questa sintesi sono la Basilica di San Francesco ad Assisi e il Duomo di Orvieto. Non mancano però anche palazzi pubblici impostati in stile romanico e completati con elementi gotici.

Anche la scultura e la pittura si svilupparono in modo considerevole. Dal XII al XIV si diffondo in tutta la regione sculture lignee policrome di eccellente fattura corollario per la diffusione della cultura gotica, che vede nella Fontana Grande di Perugina e nei bassorilievi del Duomo di Orvieto mirabili esempi.

In campo pittorico invece è possibile assistere al passaggio dalla scuola romanica al sorgere del grande genio pittorico di Giotto, la cui influenza si protrasse per tutto il XIV secolo nell’opera dei pittori umbri che si propongono come vera scuola grottesca.

Nel XV secolo operano in Umbria pittori toscani quali Domenico Veneziano, Beato Angelico, Filippo Lippi e Benozzo Bozzoli da cui prendono spunti numerosi artisti locali, giungendo fino al talento di pittori rinascimentali quali Bartolomeo Caporali, Benedetto Bonfigli fino ai celeberrimi Pinturicchio e Perugino. Nel XVI secolo alla scuola del Perugino e del Pinturicchio si affiancarono gli influssi di Signorelli e del grande Raffaello, allievo del Perugino.

In campo architettonico, nel Rinascimento non si arriva ad una grande espressione autonoma ma si assiste all’importazione di insigni modelli romani e fiorentini.

La scultura rinascimentale umbra invece trova la sua massima espressione nelle opere di Agostino di Duccio, Andrea e Giovanni della Robbia, Federighi e Francesco Mochi.

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