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Norcia
Sezione: Varie dall'Umbria | 11 ottobre 2009 scritto da nando
Il territorio
Provincia: Perugia
Altitudine: 604 m s.l.m.
Superficie: 274,34 km²
Abitanti: 4.987
Cap.: 06046
Prefisso telefonico: 0743
Nome degli abitanti: nursini
Santo Patrono: San Benedetto
Giorno festivo: 21 marzo, 11 luglio
Comune di Norcia, via Fiume 1 – 06046 (PG)
Telefono: 0743 824911
Posta elettronica: info@comune.norcia.pg.it
http://www.comune.norcia.pg.it/index.php
Biblioteca comunale: biblioteca “San Benedetto”, via Renzi, 1 (Complesso monumentale di San Francesco)
Tel. 0743 816448
E-mail: biblioteca@comune.norcia.pg.it
Cenni geografici:
Norcia si trova a 96 km da Perugia, all’interno dell’Appennino umbro-marchigiano e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. E’ circondata da una flora e da una fauna variegate: ai pascoli bovini e ovini si aggiunge il fascino del capriolo, del gatto selvatico e del cinghiale. Fa la sua comparsa anche il lupo, che convive difficilmente con l’uomo, soprattutto per la presenza di greggi.
Sono presenti anche rari esemplari di aquila reale e, più diffusi, il falco pellegrino, il picchio rosso e il picchio muraiolo.
Il perimetro della città è interessato da continui fenomeni carsici che creano le cosiddette “marcite”: zone di raccolta dell’acqua che viene convogliata per l’irrigazione dei campi. Il flusso è continuo per diversi mesi dell’anno, consentendo una raccolta abbondante.
In primavera, l’altopiano di Castelluccio di Norcia dà luogo a uno spettacolo naturale, detto “fioritura”: si può assistere alla fioritura contemporanea di diverse specie floreali che formano un tappeto colorato lungo tutta la valle.
Frazioni
Agriano, Aliena, Ancarano, Biselli, Campi, Casali di Serravalle, Castelluccio, Cortigno, Forca Canapine, Forsivo, Frascaro, Legogne, Nottoria, Ocricchio, Ospedaletto, Paganelli, Pescia, Piediripa, Popoli, San Marco, San Pellegrino, Sant’Andrea, Savelli, Serravalle, Valcaldara.
Prodotti tipici
L’industria alimentare, collegata alla lavorazione della carne di maiale e al tartufo nero, è talmente sviluppata da richiamare manodopera straniera stagionale.
Il tartufo nero, o tuber melanosporum cittadini, si trova soprattutto lungo i corsi dei fiumi Nera, Sordo e Corno.
Famoso è il prosciutto di Norcia (premiato con il marchio IGP dal 1998), assolutamente artigianale, come tutta la lavorazione della carne e degli insaccati (salami, salsicce, capocollo, pancetta, guanciale). Non è un caso che il termine “norcineria” stia ad indicare la salumeria in Italia.
La lenticchia, coltivata da secoli sottoponendo i campi a rotazione triennale, è un prodotto dalla buccia tenera che non richiede l’ammollo prima di essere cucinata.
Piatti tipici
Strengozzi al tartufo. E’ un tipo di pasta fatta in casa utilizzando acqua e farina. Simili alle fettuccine ma più spessa e irregolare. Il tartufo viene aggiunto grattugiato insieme a un soffritto di aglio, peperoncino e olio.
Cenni storici
Terra di insediamenti stabili dal 700 a.C., la città è stata fondata nel V secolo dai Sabini. Il nome Norcia è di origine etrusca, Northia, ed è collegato con la dea romana della Fortuna.
Fu conquistata dai Romani, nel sec. III a. C., di cui è alleata contro Cartagine. Quando l’imperatore Vespasiano, di origini sabine, ascende al trono Norcia diventa la provincia romana Nursia Valeria. Già in quest’epoca è famosa per i suoi prodotti agricoli e anche per la rigidità del clima.
Il vescovo folignate san Feliciano la converte al cattolicesimo nel 250 e la città diventa in seguito un’importante diocesi.
Longobardi e Goti la saccheggiano ripetutamente dopo la caduta dell’impero romano. Diventa parte del Ducato Longobardo di Spoleto nel 572. L’età coincide con la nascita del personaggio più importante a cui diede i natali: San Benedetto.
All’inizio del sec IX subisce un ulteriore assedio da parte dei Saraceni.
Alto tasso di mortalità, emigrazione e decadenza contraddistinguono l’Alto Medioevo. Nell’890 è pressoché priva di popolazione. Sarà una colonia di Franchi a ridare vita alla città.
L’allevamento del maiale offre l’autonomia alimentare e occasione di scambio economico con i centri vicini. Da questo momento in poi si svilupperà l’agricoltura autarchica che in seguito alimenterà la norcineria tipica e l’industria alimentare.
Prima città guelfa sotto il dominio del Papa, poi riesce a costituirsi in libero comune nel sec. XII.
Di notevole importanza il legame, in questo periodo, tra l’abbazia benedettina di Sant’Eutizio (nell’odierna Preci) e la nascita della Schola Chirurgica. L’empirismo degli allevatori dei suini si fonde praticamente con le conoscenze chirurgiche dei monaci.
Nel 1200 e 1300 Norcia deve contrastare gli attacchi delle città vicine alleate di Ascoli ed è costretta a cedere alcuni territori. Edifica cinte murarie di protezione e riesce ad avere un ruolo importante economicamente e militarmente, non tanto però da riuscire a vincere la forte Spoleto. Nel 1324 un devastante terremoto la mette in ginocchio e nel 1354 viene vinta dalla Chiesa.
Nel Rinascimento diviene Prefettura Pontificia e controlla molti territori intorno. Viene edificata la fortezza della Castellina, che tuttora domina la piazza centrale della città.
Pur dipendente da Roma, finalmente acquista fama e splendore artistico, richiamando nomi illustri dell’epoca. Sorge un’accademia letteraria, vengono edificate chiese e monasteri, viene fondato un teatro e aperte scuole.
Annientata dai terremoti del sec. XVIII, viene ricostruita con un assetto ottocentesco, perdendo così gran parte delle opere medievali.
Dopo il dominio napoleonico durato fino alla Restaurazione, ritorna parte dello Stato pontificio.
Un terremoto del 1859 distrugge 600 edifici su 676 esistenti! L’amministrazione pontificia obbliga quindi a non costruire palazzi di oltre tre piani e impone l’uso di determinati materiali.
Nel 1860 si unisce al nuovo Regno d’Italia. Segue un periodo difficile economicamente; in molti emigrano e vere e proprie colonie nursine si impiantano in Pennsylvania e Ohio, negli Stati Uniti, e a Roma, dove importano la norcineria tipica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, opera nella zona la famosa Brigata Garibaldina Antonio Gramsci, unità partigiana che si oppone all’occupazione tedesca.
Un altro terremoto sconvolge la città nel 1979, facendo sprofondare numerosi edifici nella cavità apertasi sotto l’area cittadina. Segue una ricostruzione non esente da aspre polemiche politiche per casi di corruzione e clientelismo.
Oggi Norcia può contare sull’industria turistica alberghiera.
Monumenti e musei
Portico delle Misure
Mercato al coperto, risalente al 1570. Così chiamato per i recipienti in pietra con cui si effettuavano le misure, ancora visibili. Attiguo alla Basilica di San Benedetto.
La Castellina
Residenza fortificata del 1554, su progetto del Vignola. Sede della prefettura e dei governatori pontifici. Oggi importante museo e sede per mostre.
Palazzo Comunale (sec. XIV)
Collocato nella piazza principale della città. Progettato inizialmente dal perugino Domenico Mollajoli, con contributi successivi dell’architetto Sebastiano Cipriani, fu terminato nel 1876. Notevole il campanile, con una campana principale (opera di Giuseppe Nicelli e Luigi Fasoli) e tre campane minori risalenti al 1949.
La Sala del Consiglio presenta affreschi che riproducono episodi della repubblica nursina. Porte settecentesche collegano i vari ambienti. L’ufficio del Sindaco è arricchito con due alari di bronzo del sec. XVI e da un’annunciazione su tela di G. B. Ricci.
La Sala Sertoriana è anche detta dei Quaranta. Voluta dal cardinale Ippolito de’ Medici, ospitava i quaranta conservatori di pace che dovevano far mantenere la pace in terra nursina. Da questa sala si accede alla settecentesca cappella dei priori dove, fino al 1979, è stato custodito il dente reliquia di San Benedetto.
Più volte danneggiato dai terremoti, è stato interessato da diversi restauri.
Monumento a San Benedetto da Norcia
Opera di Francesco Prinzi eseguita per il XIV centenario della nascita di San Benedetto.
Complesso Monumentale di San Francesco (sec. XIV)
Oggi archivio del comune e biblioteca civica
Criptoportico romano (seconda metà del sec. I a. C.)
Presso Porta Ascolana, è un edificio con planimetria ad U che delimita uno spazio aperto anticamente piazza del foro della città. Si divide in una parte superiore (portico) e una inferiore (criptoportico) interrata, messe in comunicazione da scale. Raccoglie reperti archeologici, scoperti in diverse parti della città, risalenti alla civiltà sabina.
Info: http://www.artenorcia.net/index.htm
Monumenti religiosi
La Basilica e cripta di San Benedetto (sec. XII)
Non è chiaro se la costruzione sia stata edificata sulla casa natale del santo o se sia stata sovrapposta ad una preesistente basilica di epoca romana del I sec. d. C.. Potrebbero essere vere entrambe le ipotesi.
La facciata è tipicamente gotica, con rosone e fregi raffiguranti i quattro evangelisti.
I restauri degli anni ’50 hanno riportato alla luce un arco trionfale trecentesco. Nell’abside c’è un Crocifisso di legno del ‘500, mentre sull’altare a destra si ammira una tela seicentesca di V. Manenti.
Nella cripta sottostante vi sono affreschi del sec. XIV. Attraverso un cancello si accede all’area archeologica. L’ex monastero di San Benedeto è attiguo alla chiesa.
La Cattedrale di Santa Maria Argentea
Sovrapposta ad una antica chiesa rurale con battistero (o pieve) distrutta nel 1554 (a sua volta posta sopra un antico tempio romano del III sec. d. C.). Fu eretta tra il 1560 e il 1574. Conserva opere di autori fiamminghi; nella Cappella della Misericordia, è possibile visitare un trittico murario del sec. XVI, opera attribuita a Francesco Sparapane. All’ingresso, presso un altare, una tela del Pomarancio dell’inizio del ‘600.
Il campanile, danneggiato da vari terremoti, è stato innalzato nella forma attuale nel 1869.
Chiesa di Sant’Agostinuccio
Era un oratorio della Confraternita dei Cinturati, dipendenti dagli Agostiniani e sorge su un’antica chiesa di Sant’Apollinare. Soffitto pregevole a cassettoni, dorato e con dipinti. Possiede tele seicentesche e un altare con un grande Crocifisso del sec. XV.
Chiesa di Sant’Agostino (sec. XII)
Con facciata gotica che emula la basilica patronale. Il portale è affrescato con immagini della Vergine, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino.
All’interno dipinti attribuiti a G. Sparapane e altre opere, forse di Giacomo Giovannofrio; altri dipinti del 1497 sono firmati dal fratello Giovan Battista.
Inoltre pitture murali di G. Angelucci e Nicola da Siena.
Parrocchia di Sant’Andrea (sec. XIV)
Situata nel centro abitato. Caratterizzata da un loggiato aereo a pianta triangolare e un’architettura funzionale e peculiare. All’interno importanti opere del XVI, tra le quali una mostra lignea del 1596, un affresco della Madonna del Rosario del 1576 di Carducci.
Chiesa di San’Antonio
Edificio basso con campanile a vela. La facciata risale al Cinquencento. All’interno si possono ammirare affreschi del sec. XV e un trittico murale di A. Sparapane.
Pieve di San Salvatore
Anticamente Pieve di Santa Maria (sec. XII), sviluppata su un’unica navata, poi ampliata nel sec. XIV e affiancata da una seconda navata. Possiede due rosoni e due portali di diverse epoche proprio per l’ampliamento effettuato.
Dietro la chiesa un campanile del sec. XVI con vela. All’interno affreschi del sec. XV, in particolare di Giovanni e Antonio Sparapane, Nicola da Siena e Domenico da Leonessa.
Chiesa della Madonna Bianca
Fuori dalla cinta muraria, nella frazione di Ancarano. Costruzione del sec. XV più volte rimaneggiata a causa dei terremoti subiti.
Affrescata dai fratelli Sparapane, presenta un tabernacolo ligneo del 1511 sul quale è posta la statua della Madonna Bianca, opera del 1488.
Chiesa di San Francesco
Fatta edificare dai Minori conventuali che vi dimorarono fino al 1809. Riedificata in stile gotico nel 1385 e restaurata nel 1859 dopo il terremoto.
A pianta rettangolare con abside unico. All’interno pregevoli pitture del 1500.
Chiesa di San Giovanni
Di origini antiche, datazione sconosciuta. La costruzione attuale ricalca i rifacimenti notevoli dopo il terremoto del 1703 e restauri già del 1482. La facciata è barocca. Lateralmente un portale tardo trecentesco, probabilmente unica testimonianza della chiesa originaria. Presenta un campanile del sec. XIV.
L’interno è a due navate di diversa grandezza. Nel presbiterio alcuni dipinti degli Sparapane del 1466-68.
Chiesa di Santa Maria della Grazia – Madonna della Neve
Anche se la data scolpita sull’architrave è 1630, è probabilmente più antica. Si trova a 12 km dal centro abitato (vicino la frazione Savelli). Si possono vedere i ruderi ristrutturati e gli affreschi della Madonna della Neve, sopravvissuti al tempo e ai terremoti. Costruzione elegante a pianta ottagonale, su progetto del Bramante, fu completamente distrutta dal terremoto del 1979.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Struttura cinquecentesca, edificata nella frazione di Castelluccio. Sull’architrave è scolpita la data 1528. Ha una pianta centrale con quattro bracci e cupola ottagonale. Il campanile ha sostituito la torre preesistente nel 1801.
All’interno opere di C. F. Angelucci e Giovannantonio di Giordano da Norcia e un altare in pietra del 1540 di Francesco da Milano.
Chiesa di Santa Maria in Piazza (sec. XIV)
Con portale ogivale trecentesco. Presenta un altare ligneo del 1649. Un ciclo di storie affrescate da Sparapane, di cui rimangono visibili solo quattro episodi, occupava la volta della navata centrale. L’interno è diviso in tre navatelle con volte a botte che poggiano su sei pilastri.
Convento di Santa Maria di Montesanto (sec. XIV)
Si trova nei pressi della frazione San Pellegrino. Edificato nel 1309 e passato ai frati Clareni, ha cambiato gestione finendo sotto diversi ordini religiosi e poi abbandonato nel secolo scorso. Fino al 1910 aveva un archivio e una biblioteca funzionanti. In pessimo stato, conserva il suggestivo chiostro interno, una chiesa con tele del sec. XVII e una piccola statua lignea della Madonna con bambino del sec. XIV, ancora venerata dalla popolazione.
Chiesa della Madonna di Cascia
Chiesa rurale edificata nel 1477, al confine delle Marcite. Rappresenta il patto solenne della pace stipulato da Norcia e Cascia. Danneggiata dal terremoto del 1979 è stata restaurata. All’interno un affresco del sec. XV.
Eventi e spettacoli
6 gennaio – Festa delle Pasquarelle
Il giorno dell’Epifania, i “pasquarellari”, musici locali (o anche di altre zone dell’Umbria) cantano in dialetto nursino accompagnati da strumenti tradizionali (soprattutto tamburelli) e si recano di casa in casa ad annunciare la nascita del Messia. In premio ricevono cibo e piccole offerte.
17 gennaio – Sant’Antonio Abate
Festa sacra dedicata alla benedizione degli animali, del sale e del grano. Si tengono sfilate in costume tradizionali per le vie della città e infine l’asta delle agnelle.
Febbraio – Mostra Mercato del Tartufo Nero di Norcia
E’ un momento importante per la gastronomia in generale, oltre che per la valorizzazione del Tartufo nero. Si tengono mostre, convegni e numerosi stand gastronomici illustrano i numerosi impieghi del tartufo in cucina.
21 marzo – San Benedetto
Festa dedicata al Santo patrono e fondatore del monachesimo. In questo giorno si accoglie la fiaccola sacra che ha attraversato in diversi paesi d’Europa a simboleggiare la fratellanza e la diffusione della regola benedettina.
Per l’occasione si tiene il più importante Corteo storico in costume e l’Offerta del Pallio a cui partecipano simbolicamente ventisette castelli che rappresentano l’antica suddivisione del territorio cittadino.
Venerdì di Pasqua
“Processione del Cristo” per le vie della città e lungo le mura antiche.
30 aprile – Piantamaggio
Rito antico dedicata alla fertilità e al risveglio primaverile. Si tiene una grande festa collettiva, in cui si condividono cibi e bevande e, durante la notte, si pianta un albero di pioppo nella piazza del paese.
9 dicembre – Festa dei Fauni
I fauni sono pire di legno di ginepro a cui si dà fuoco nelle ore notturne in onore della Madonna di Loreto. I fuochi illuminano il procedere degli angeli che conducono a Loreto la casa della Vergine dalla Terra Santa. Come molti rituali cattolici, anche questo ha radici pagane e anticamente celebrava la luce in prossimità del solstizio di inverno. Il rito è accompagnato da canti popolari.
Informazioni turistiche
Trasporti – Come raggiungere Norcia con i mezzi pubblici
In treno
La stazione ferroviaria più vicina è Spoleto (40 km). Da qui si possono prendere gli autobus per Norcia; le corse sono frequenti.
Ferrovie dello Stato: http://www.trenitalia.it
Ferrovie umbre: http://www.fcu.it
In autobus
Si possono raggiungere le città umbre (Santa Maria degli Angeli, Assisi, Perugia, Spoleto) con gli autobus della SSIT, http://www.spoletina.com
Inoltre ci sono collegamenti giornalieri per e da Roma (partenze e arrivi presso la Stazione Tiburtina, due corse giornaliere: da Roma 7.30, 15.30 – da Norcia 7.35, 15.35; tre ore di viaggio.)
In aereo
L’aeroporto Internazionale dell’Umbria Sant’Egidio è quello più vicino (90 km).
E’ collegato con la città di Perugia con bus/navetta e con l’aeroporto di Milano Malpensa con due voli giornalieri.
Info: http://www.airport.umbria.it
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